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“SENTENZA SCONVOLGENTE, CHISSÀ QUALE SORTE SPETTERÀ A NOI DEL DISASTRO ANDRIA-CORATO?”

“SENTENZA SCONVOLGENTE, CHISSÀ QUALE SORTE SPETTERÀ A NOI DEL DISASTRO ANDRIA-CORATO?”

gen 10 2021

di MICHELE BRUCCHERI – ATTUALITÀ. Anna Aloysi commenta il verdetto sull’incidente ferroviario di Viareggio del 2009. Lei invece, nel 2016, perse la sorella in Puglia. Morirono 23 persone. È in corso il processo    

Giornata nera per Anna Aloysi, la battagliera presidente pugliese dell’associazione “Anna Aloysi – Incidente ferroviario Andria-Corato 12 Luglio 2016”. Non digerisce infatti la recente sentenza della Corte di Cassazione che dopo undici anni e mezzo prescrive i reati di omicidio colposo per la strage di Viareggio. A La Voce del Nisseno (versione online) dice: “Questo verdetto è sconvolgente. Un’offesa gravissima ai morti e ai parenti delle vittime della strage. Solidarietà a tutte le vittime, ma intendo menzionare Marco, Daniele e Riccardo Antonini su tutti”.

Anna Aloysi – poco più di quattro anni addietro – perse la sorella in quel disastro in Puglia. Morirono, in tutto, 23 persone e una cinquantina furono i feriti. “È scandalosa”, rimarca. Non digerisce questa fresca sentenza che riguarda l’incidente ferroviario del 29 giugno 2009, nel quale morirono 32 persone. “Chissà quale sorte spetterà a noi familiari del disastro ferroviario Andria-Corato?”, chiede amareggiata riferendosi al suo caso.

È in corso, infatti, un procedimento giudiziario. Anna Aloysi teme che per la sorella e per le altre vittime del 12 luglio 2016 non vi sarà giustizia. Forse ha paura di un’analoga pagina triste. “Ho fondato l’associazione – dichiara – per ricordare la memoria di mia sorella Maria. Trovo vergognoso quello che è successo a Roma alla Corte di Cassazione per il processo ai responsabili della strage di Viareggio - ribadisce -. La disperazione dei parenti delle vittime, gente che piangeva per la sentenza ingiusta”.

“Ho paura – conclude – che possa succedere anche a noi famigliari del disastro ferroviaria Andria-Corato. Tutto può finire in prescrizione e mia sorella non avrebbe mai giustizia e non potrà mai riposare in pace. Ho solo dolore dopo quasi cinque anni che non c’è più mia sorella Maria. Voleva solo vivere ed è stata uccisa”.

Infine, Anna Aloysi tuona fragorosamente: “Per me, questi processi sono sempre calcolati. L’importante – per loro – è cercare qualsiasi cavillo per scagionare gli imputati e spesso quando sono uomini potenti, la loro assoluzione è una certezza. La povera gente è sempre condannata, mentre i potenti si salvano sempre”.     

MICHELE BRUCCHERI