Incontri

 
     
“RADICI E CIRRI” IL LIBRO DI CARLO PROCOPE È UNO SCRIGNO DI PAROLE DELL’ANIMA

“RADICI E CIRRI” IL LIBRO DI CARLO PROCOPE È UNO SCRIGNO DI PAROLE DELL’ANIMA

ott 16 2020

di DANIELA VELLANI – LA RECENSIONE. Firma la prefazione Roberto Deidier. Le poesie sono suddivise in capitoli. La raccolta si conclude con un omaggio a Pier Paolo Pasolini 

 
 

 

Evocazioni di momenti vissuti struggenti, intensi, intrisi di amore, di desideri, di passioni, di rimorsi per il tempo perduto, per ciò che non si è detto al momento opportuno: si presenta così la silloge di Carlo Procope (ed. La vita felice, 92 pagine, 12,00 euro). Il titolo del libro “Radici e Cirri” è interessante ed eloquente e apre il sipario a piccole gocce e grandi schegge di interiorità, quadri nostalgici, paesaggi affrescati.

 

Le radici con intriganti elementi mitologici rappresentano il forte legame dell’autore con il passato che continua a pulsare vivamente nell'anima in una luminosa proiezione verso il futuro. I cirri, nubi candide che nel loro “tulle” lasciano intravedere il sole, si uniscono alle radici e acquistano un significato metaforico: il tempo che passa, spostato da venti ora forti ora caldi ora violenti e ora tenui, che si unisce al passato in una malinconica gioia di vita. “… Stanno fiocchi acquosi, ai confini del cielo, nelle vertigini rarefatte, galleggiando senza ombre…”.

 

Le poesie sono precedute dall’interessante prefazione di Roberto Deidier. Sulla quarta di copertina è riportato uno dei testi che diventa l'emblema della raccolta:

“Infanzia

Allontanarsi con i compagni

Da tutte le case,

Scendere nella ripida selva di un cratere

E scoprire sul fondo

Prati, distese di mele."

 

Le poesie sono suddivise in capitoli. “Infanzia” ci riporta in luoghi pregnanti di mitologia e ricordi. Il secondo è “Poesie alla madre” con testi emozionanti, struggenti, toccanti… veri. Di grande suggestione, coinvolgono il lettore con identificazioni e proiezioni commoventi. Il terzo è “La voce del desiderio”. Qui i miti incontrano speranze e i testi esprimono altresì desideri, illusioni, attese, passioni in un’atmosfera intima e onirica.

 

In particolare le poesie incluse in “Coppia”, “A Cuma”, “Primo mattino” e “Risveglio” sono celebrazioni dell’amore nelle sue diverse sfaccettature, da quelle passionali e carnali a quelle eteree e dolci legate nostalgicamente a vissuti che man mano che si legge schiudono belle immagini fortemente evocative.

 

L’ultimo capitolo “Esterno/Interno”, Raccoglie versi variegati, pensieri sparsi e fenomeni atmosferici diventano metafore della realtà, il mondo, nella sua quotidianità e semplicità, viene osservato da prospettive nuove. Musicali sono i versi di “Vocazione” dedicati al suo amico chitarrista Marco Gesualdi.

 

La raccolta si conclude con un omaggio a Pier Paolo Pasolini e i suoi insegnamenti. Il libro è, dunque, un piccolo scrigno di parole dell’anima e la foto di copertina è eloquente: un albero con le sue radici antiche invecchiate dal tempo e i suoi rami, attraverso i quali si intravede il mare e il cielo il cui azzurro è interrotto dal candore di nubi di passaggio, i cirri appunto.

 

DANIELA VELLANI