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CAPRI, ALLA CERTOSA DI SAN GIACOMO LA MOSTRA “FONS VITAE” DI ANTONIO IEVOLELLA

CAPRI, ALLA CERTOSA DI SAN GIACOMO LA MOSTRA “FONS VITAE” DI ANTONIO IEVOLELLA

ott 14 2020

di SILVANA LAZZARINO – L’ESPOSIZIONE. È aperta sino al prossimo 30 novembre. Gli otri in terracotta sono i protagonisti dell’evento museale e suggeriscono la metafora del grembo   

 
 

Segni di memorie presenti in luoghi che custodiscono storie pronte a restituire il respiro di un passato che resta nel tempo, si ritrovano nei lavori di Antonio Ievolella (Benevento nel 1952) scultore di richiamo internazionale le cui opere anche monumentali e dalla grande resa plastica restituiscono una visione simbolica e metafisica con cui ridisegnare un nuovo modo di accostarsi al tessuto esistenziale dove l‘uomo entra in contatto con parti di sé, lontane eppure vicine verso l’aspirazione a quell’invisibile presente negli accadimenti e al trascendente. 

 
 

Tra i simboli con cui l’artista si è confrontato quello dell’otre racchiude l’aspetto legato alla dimensione dell’uomo nella sua unicità e allo stesso tempo collettività. Gli otri sono protagonisti dell’esposizione “Fons Vitae” che è stata inaugurata a Capri (Napoli) lo scorso 10 ottobre negli spazi della Certosa di San Giacomo dove resterà visibile fino al 30 novembre 2020. La mostra a cura di Virginia Baradel, Valerio Dehò, Andrea Del Guercio è realizzata in collaborazione con la Direzione regionale Musei Campania e con l’ufficio Servizi Educativi della Certosa di San Giacomo a Capri. L’allestimento che vede 30 otri di terracotta su strutture di ferro in sospensione, si sviluppa entro il Chiostro grande, il Chiostro piccolo e nella Cappella di San Bruno. Essendo il motivo ispiratore l’acqua tema centrale nel lavoro dello scultore, cui si riferiscono sue opere monumentali di grande rilievo (come le due ghirbe giganti in ferro e rame di oltre 13 metri di altezza collocate a Padova nella piazza della Cittadella dello studente) l’otre suggerisce la metafora del grembo, del contenitore e nello specifico oltre a rappresentare l’immagine dell’uomo, simboleggia il monaco nel suo isolamento sebbene inserito in un contesto collettivo.

La curatrice Virginia Baradel così descrive il progetto: “‘Fons Vitae’ è un'installazione complessa, ricca di significati. È costruita come una specie di corteo che procede di otre in otre penetrando negli spazi assorti, luminosi e sacri della Certosa di Capri. Rappresenta un culmine nell'opera di Antonio Ievolella che conduce con essa la sua arte verso una felice sintesi tra la solidità della forma plastica e l'intima trascendenza della forma simbolica. Anfore di terracotta, avvolte di segni, e canne di ferro che le tengono sollevate; corpi che conoscono la gravità e impalcati lineari che formano un ponte per tenerle sospese e farle avanzare nel solenne silenzio dei chiostri”.

Ad accompagnare la mostra è il Catalogo Grafiche Turato Editore con all’interno testi di: Virginia Baradel, Valerio Dehò, Andrea Del Guercio. Le opere di Antonio Ievolella, dove ricorrono tematiche riferite al recupero della tradizione attraverso la memoria e la manifestazione della forma vista quale espansione di volumi e sperimentazione di elementi contrastanti, si trovano in importanti collezioni internazionali pubbliche e private.

SILVANA LAZZARINO