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EMERGENZA CORONAVIRUS, BALDO LOMBARDO: “RISPETTIAMO LE REGOLE E IL TERRITORIO NON AVRÀ CONSEGUENZE”

EMERGENZA CORONAVIRUS, BALDO LOMBARDO: “RISPETTIAMO LE REGOLE E IL TERRITORIO NON AVRÀ CONSEGUENZE”

mar 19 2020

di MICHELE BRUCCHERI – LA TESTIMONIANZA. Autista-soccorritore del 118, parla in esclusiva con La Voce del Nisseno. Per sensibilizzare l’opinione pubblica. In provincia di Caltanissetta, 5 casi positivi

 
 Baldo Lombardo

“Cerchiamo di rispettare le regole e il territorio non subirà conseguenze”. È in prima linea, Baldo Lombardo. Uno degli operatori del 118 al servizio della collettività. Ci sentiamo al telefono e con voce accorata, tuona: “Dobbiamo rispettare le disposizioni governative emanate, altrimenti è la fine. Dobbiamo combattere, uniti, questo piccolo mostro invisibile”.

Un grido d’allarme per sensibilizzare l’opinione pubblica sul Coronavirus. Di Serradifalco, sposato e padre di due figli (di 18 e 12 anni), Baldo Lombardo che di anni ne ha cinquanta e da venti è autista-soccorritore del 118, è giustamente preoccupato per la grave emergenza sanitaria in corso da settimane. “L’unica medicina – spiega al telefono – è restare a casa. Per aiutarci e per aiutare ad aiutare”.

“I turni al momento sono gestibili - prosegue l’operatore del 118 -, il periodo è difficile e non sappiamo cosa ci riserva il futuro che sono, in sostanza, i prossimi giorni”. Baldo Lombardo auspica un’efficace e utile collaborazione da parte di tutti per evitare ulteriori difficoltà. Lui ha il polso della situazione. In questi giorni sono all’erta, con una sacrosanta paura in più. Come tutti, forse più di tutti. Perché maggiormente esposti ai rischi del Covid 19.

La paura è forte e palpabile. “Continueremo il nostro servizio in favore della comunità - ammette -, ma la paura cresce ogni giorno di più. Paura per me e per la mia famiglia. Speriamo che ci sia una svolta, questo periodo è veramente brutto”. Nel corso della nostra conversazione telefonica, ribadisce un concetto semplice e chiaro: bisogna restare a casa. Evitare contatti sociali. È un modo per arginare il pericoloso fenomeno in atto.

Infatti, nel Nisseno – al momento – si registrano cinque casi di Coronavirus. Da fonti qualificate, sappiamo che tre persone positive sono di Caltanissetta, una di San Cataldo e un’altra di Niscemi. Presso l’ospedale Sant’Elia del capoluogo, inoltre, vi sono due pazienti ricoverati. Provengono dall’agrigentino: la dottoressa del nosocomio di Sciacca e un paziente di Licata.

Baldo Lombardo spera ardentemente che i dispositivi di protezione individuale specifici vengano garantiti a tutto il personale in trincea. Purtroppo, vi sono casi in cui alcune ambulanze li hanno terminati e partono ugualmente. “Quando arriva l’intervento, devi andare”, racconta. “Cerchiamo tutti di prendere le precauzioni del caso per salvaguardarci”.

Ama smisuratamente il suo lavoro, Baldo Lombardo. E con lucidità argomentativa, prosegue al microfono de La Voce del Nisseno: “Faccio il soccorritore da venti anni. In tutti questi anni, con i miei colleghi oltre all’epatite, alla meningite, Hiv, ci siamo visti faccia a faccia con la Sars, influenza A1 H1 N1, Mers, Ebola e oggi siamo in prima linea con il Covid-19”. 

 
 Baldo Lombardo del 118

“Non vi nascondo – prosegue Baldo Lombardo – che abbiamo pure paura, ma la paura nostra non è la malattia vera e propria. Siete voi pazienti e parenti dei pazienti che ci nascondete le vostre malattie”, denuncia. “Mettendo a rischio non solo la nostra salute e la nostra vita, ma anche quella della nostra famiglia”.

Uno sfogo clamoroso, quello di Baldo Lombardo. Senza peli sulla lingua. Continua: “Il Covid-19 ci sta mettendo a dura prova perché somiglia a un’influenza stagionale. Vi chiedo, non da soccorritore ma da padre di famiglia: se veniamo a casa vostra, perché ci avete chiamato, non bisogna nascondersi. Dite prima all’operatore di centrale, al telefono, e poi anche a noi che siete stati in contatto con gente a rischio o positiva al Covid-19”.

Riprende con legittima rabbia, dopo un attimo di pausa, come a sottolineare l’importanza delle sue parole: “Dillo che hai la febbre da diversi giorni, dillo che sei stato in vacanza dove è…”. Si ferma ancora e prosegue chiedendo: “Avete sentito parlare o no di un mio collega morto da Covid-19 nell’arco di due giorni? Sono un soccorritore del 118 e lotto ogni giorno oltre che per l’utenza, anche per la protezione della salute dei miei colleghi, oggi ridotti a meri beni strumentali del sistema dell’emergenza”.

“Se potessi - ragiona ancora Baldo Lombardo -, porterei lor signori (si riferisce a chi afferma che questo è un allarmismo eccessivo, ndr) un giorno con me a far vedere cosa si prova dentro quelle tute a soffrire, piangere e pregare affinché tutto vada bene. Attendere le squadre di decontaminazione esigue che ti vengono a spogliare e decontaminare dopo anche sei ore di attesa. Soffrire e sentirsi male, vivere l’ansia che viviamo nel guardare quel telefono della centrale che squilla solo per dirci: andate a fare il vostro dovere senza ‘se’ e senza ‘ma’”.

“Se chiamate il 112 o il 118, per un’emergenza – dichiara Baldo Lombardo – e avete la febbre o sintomi influenzali, vi preghiamo di dichiararlo all’operatore. Se si nega di avere la febbre, l’ambulanza arriverà con dispositivi di protezione minimi. Si metterà così a rischio la salute dei soccorritori, infermieri e medici che giungono sul posto per aiutare”. “Dobbiamo essere consapevoli dei rischi che corriamo tutti in questo momento - conclude -, bisogna collaborare con l’operatore cercando di fornire informazioni dettagliate. Ne usciremo solo rimanendo uniti e con la collaborazione di tutti”. Ovviamente raccomandiamo - per l’ennesima volta - l’obbligo di permanenza domiciliare, unico strumento per contenere la diffusione virale.

Dall’altoparlante, frattanto, la voce del sindaco di Serradifalco, Leonardo Burgio, esorta ripetutamente e pazientemente al rispetto del decreto governativo per fronteggiare in maniera efficace l’emergenza sanitaria. Ogni giorno, sollecita tutti al rispetto delle regole. Ogni giorno - carabinieri, polizia municipale, volontari della Croce Rossa Italiana, medici, infermieri, operatori del soccorso - tutti insieme combattiamo questa difficile guerra. Uniti, realmente, si vincerà. Basta volerlo.

MICHELE BRUCCHERI