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UN MUSEO DEDICATO AD UMBERTO BOCCIONI E ALLA SUA POETICA FUTURISTICA

UN MUSEO DEDICATO AD UMBERTO BOCCIONI E ALLA SUA POETICA FUTURISTICA

dic 05 2019

di SILVANA LAZZARINO – L’INIZIATIVA. Se ne parlerà domani a Roma durante il primo incontro presso Conference Center Sala Da Feltre. La struttura sorgerà a Morciano di Romagna 

 
 

L’elogio della velocità, della continuità del moto che attraversa la vita agli inizi degli anni dieci del XX secolo è alla base della poetica futurista espressa anche nel Manifesto dei pittori futuristi dell’11 febbraio 1910. A firmare quel manifesto, insieme a Severini, Balla, Carrà e Russolo fu anche Umberto Boccioni, che della poetica futurista ha elogiato nei suoi lavori accanto alla velocità, la continuità del moto proponendo un nuovo modo di percepire il rapporto tra figure e spazio. Protagonista dell’Avanguardia italiana tra tradizione e innovazione Umberto Boccioni (Reggio Calabria 1882 - Verona 1916) tra i protagonisti più significativi del movimento futurista, attraverso la sua arte ha dato forma alle sue innovazioni nel concepire l’importanza dell’energia e del movimento insito negli oggetti che influenzeranno la pittura e la scultura del XXI secolo. La sua evoluzione stilistica vede la sua arte procedere dalla formazione divisionista e simbolista con rimandi alla tradizione classica, rinascimentale, al periodo futurista in cui esplora gli sviluppi plastici attraverso la tridimensionalità della scultura.

Inizialmente influenzato dallo spirito oggettivo divisionista che caratterizza la sua prima produzione, Boccioni, grazie all’incontro con Marinetti scopre un nuovo linguaggio caratterizzato da una visione autentica, immediata della realtà. È la sensibilità umana che cambia in conseguenza delle scoperte scientifiche: si è proiettati in un’atmosfera di assoluto rinnovamento psicofisico che volge all’esaltazione di visioni folli, artificiali, perché la velocità, il rumore e il divenire dominano lo spazio e il tempo della vita. L’arte allora deve comunicare la vita formando un binomio inscindibile con essa, deve sfidare la realtà presente con grinta e determinazione. Ed è quanto propone Boccioni nel suo percorso artistico.

Finalmente si concretizza un sogno: quello di realizzare dopo oltre 100 anni un Museo interamente dedicato a questo straordinario artista che nascerà a Morciano di Romagna, grazie all’idea promotrice dell’artista avvocato Giuliano Cardellini e al prof. Alberto Dambruoso, storico dell’arte. Di questo progetto e della presentazione della neo-nata “Fondazione Umberto Boccioni”, costituitasi lo scorso 19 novembre con sede legale a Morciano di Romagna si parlerà domani a Roma durante il primo incontro presso Conference Center Sala Da Feltre in Via Benedetto Musolino 7 a partire dalle ore 18. Principale obiettivo della Fondazione Boccioni è quello di raccogliere le forze di stimatori ed esperti per costituire il Museo Boccioni a Morciano di Romagna, la prima vera grande raccolta di documenti, fotografie, disegni, lettere delle opere dell’artista. Documenti e materiali vari saranno esposti nelle stanze dell’abitazione dei genitori dell’artista, sita in Piazza Umberto I, luogo dove lo stesso Boccioni ha vissuto nei primissimi anni di vita e che ha frequentato anche in seguito.

L’idea di costituire un nucleo museale delle opere di Boccioni è stata proposta agli inizi degli anni Trenta del secolo scorso da Marinetti e dagli amici futuristi, ma per diverse motivazioni non fu mai realizzato fino ad ora. Ad investire in questo progetto è stato l’avvocato e artista Giuliano Cardellini, presidente della Fondazione che per promuovere la realizzazione del Museo Boccioni a Morciano di Romagna si è avvalso della competenza di Alberto Dambruoso, storico e critico d’arte, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, co-autore del Catalogo Generale Ragionato su Umberto Boccioni, e adesso anche vice presidente della suddetta Fondazione. Accanto a Giuliano Cardellini e Alberto Dambruoso, fanno parte del Comitato scientifico nomi tra i massimi esperti su questo artista quali: Virginia Baradel, storico e critico d’arte, e Sara De Chiara, storico e critico d’arte, e si sta procedendo alla designazione di altri conoscitori dell’arte di Boccioni. 

 
 

La Fondazione si prefigge di creare non soltanto una Biblioteca, contenente la raccolta cartacea o digitale, consultabile on line, di tutti gli eventi che hanno riguardato Boccioni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 1916, a tutt’oggi, ma si aprirà, restando fedele allo spirito che l’ha animata, ad una proficua collaborazione con tutti gli enti, i collezionisti o i musei che possiedono opere di Boccioni, per coordinare eventualmente mostre ed eventi e assumere iniziative congiunte. La costituzione di questa Fondazione rappresenta un evento destinato a rivoluzionare la storia di Umberto Boccioni e a contribuire, finalmente, dopo 103 anni, a creare una Casa per il geniale artista.

Dopo questa prima presentazione ufficiale della Fondazione Umberto Boccioni alla presenza del presidente Giuliano Cardellini e del vice presidente Alberto Dambruoso, seguiranno altri appuntamenti con presentazioni nelle città chiave per la vita di Boccioni quali: Milano, Padova e naturalmente Morciano. L’adesione alla Fondazione è libera, si può partecipare sia con un semplice contributo di € 50 in qualità di Partecipante, sia come vero e proprio Sostenitore, versando una quota di € 1.000, o di qualsiasi importo, su un conto intestato alla Fondazione, mentre sulla Pagina Facebook della Fondazione, si potrà visionare ed estrarre copia dello Statuto. Chiunque desideri farlo, può partecipare tramite un contributo minimo con l’intento di agevolare la creazione di un fondo per la realizzazione del Museo Boccioni a Morciano di Romagna. Museo che, fin da ora, la Fondazione si candida a gestire. 

Boccioni fa della pittura, un’espressione dalla dimensione interattiva dove far accadere tutto e il contrario di tutto, in cui trasformare parole, pensieri in energia libera. L’energia vitale della materia che cambia forma continuamente, le sensazioni di dinamismo degli oggetti sono insite nella pittura di Boccioni futurista dove tutto scorre nella continuità del divenire. Egli non cerca tanto di dare voce alla rappresentazione di qualcosa di esterno, ma di far vibrare gli stati d’animo nascosti entro i labirinti della memoria. Se in opere come “Autoritratto” del 1908 sono presenti richiami ad un certo simbolismo, nel dipinto “Il Sogno” o “Paolo e Francesca” (1909) dove i due amanti sono rappresentati nell’atto di abbracciarsi e baciarsi, guarda ad una dimensione futurista che trasforma l’abbraccio in una sorgente di calore.

Stilemi futuristi sono immediatamente riconoscibili in “Forze di una strada” ed “Elasticità” del 1912 dove le forze di linee contrapposte creano dinamismo entro uno spazio in divenire. il dinamismo futurista come ad esempio in “Antigrazioso” (1913) mette in evidenza la “costruzione architettonica a spirale” presente soprattutto nelle sue ultime composizioni che allude al movimento infinito in una sintesi spazio/temporale. Tale continuità vista come forma unica si manifesta nella scultura in bronzo “Forme uniche di continuità nello spazio” (1913) e in “Sviluppo di una bottiglia nello spazio” (1913) in quest’ultima, dove è rappresentata una natura morta, la visione vorticosa dei due elementi è prodotta rendendo indistinti l'interno e l'esterno degli oggetti e restituendo movimento al tutto. Simultaneità, sintesi dinamica e compenetrazione di masse e forme a catturare l’effetto emotivo istantaneo, sviluppano l’idea di forma unica in continuo movimento entro la distanza che separa e unisce il primo e il dopo.

SILVANA LAZZARINO