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ANGELA CHIOSI: “HO INIZIATO A SCRIVERE UN ROMANZO, LA PRIMA VOLTA DOPO ANNI DI POESIA”

ANGELA CHIOSI: “HO INIZIATO A SCRIVERE UN ROMANZO, LA PRIMA VOLTA DOPO ANNI DI POESIA”

nov 29 2019

di MICHELE BRUCCHERI – L’INTERVISTA. Autrice napoletana, a distanza di dieci anni torna a raccontare e a raccontarsi a La Voce del Nisseno. Senza peli sulla lingua. E dà “voce” ai suoi pensieri 

 
 La poetessa partenopea Angela Chiosi

Quasi dieci anni fa ho intervistato la poetessa partenopea Angela Chiosi. Titolai l’articolo: “La poetessa napoletana dal cuore generoso”. A distanza di questo enorme lasso di tempo, torno a chiacchierare con lei. Ed è sempre una grande gioia interloquire con questa donna straordinaria. Al microfono de La Voce del Nisseno dà “voce” ai suoi pensieri e ai suoi sentimenti. Come sempre, in maniera diretta e verace. Senza orpelli, senza circumnavigazioni.

Da sempre coltiva i nobili valori della solidarietà e della legalità. Il suo encomiabile altruismo serve per dare certamente e concretamente una mano a chi è meno fortunato. “Ho iniziato a scrivere un romanzo, la prima volta dopo anni di poesia che mi cimento nella prosa - anticipa al sito web del nostro giornale -. Ho pensato a storie di vita che si intrecciano, storie comunque vere, vissute, viste in prima persona, raccontate da chi conosco e mi fido. Esperienze vere che spero possano servire a chiunque vorrà leggerne le storie”.

Riprendo in mano il suo libro d’esordio “’E ccreature, il cuore e la rosa – Le voci dell’anima” (Tullio Pironti Editore). Me ne fece dono, con una dedica. Rileggo la sua calligrafia: “All’amico e giornalista Michele Bruccheri, con Amicizia e Ammirazione. Con affetto, Angela”. Un libro suddiviso in due parti: la prima in vernacolo e la seconda in italiano. Ammette: “La poesia è l’arte che sa dar voce al cuore. È lo strumento che può aiutare a comprendere la bellezza e l’equilibrio del Creato, qualità che non sempre riusciamo a cogliere. È – conclude la poetessa napoletana – alzare lo sguardo al cielo per ammirarlo con gli occhi dell’anima”.

Mi piace, dulcis in fundo, riportare un meraviglioso proverbio russo che campeggia nell’ultima di copertina. Una frase semplice e bella, che ovviamente ha fatto sua: “Se il tuo cuore è una rosa, la tua bocca pronuncerà parole profumate”.    

Quasi dieci anni fa la nostra prima intervista. Quali sono le novità di questo ultimo decennio, Angela? 

 
 Il figlio Marco

Ciao Michele, sempre per me un piacere sentirti e rispondere alle tue domande. Dieci anni possono sembrare tanti, eppure sono volati velocemente per me. La responsabilità di stare al mondo in maniera cosciente è aumentata in me, e con questa il dovere di spronare i giovani ad essere attenti alla realtà che li circonda, sia a livello di salvaguardia del Pianeta che ci ospita, dunque di non ulteriormente inquinare ma di fare una attentissima differenziata e non solo; togliere cose che imbruttiscono un prato, una spiaggia e non lasciarle lì solo perché non siamo stati noi a imbrattare. 

E poi?

Poi di essere attenti anche alla politica e di prepararsi al futuro impegnandosi a capire e a non demandare più “la cosa pubblica”. Sono più che sicura che una volta finita (morta) tutta la generazione corrotta che ha “mangiato il nostro paese” i giovani saranno più preparati e aperti al sociale e al bene collettivo. La vecchia gestione, e ancora non hanno schiodato le radici dalle poltrone non si è mai curata di esaltare le risorse della nostra Italia, ma anzi si sono impegnati “ad affogare nelle tasse con una pressione fiscale letale” artigiani e commercianti, che poi erano e dovrebbero essere la spina dorsale, il ceto medio e una volta più numeroso e operoso, oggi messi al tappeto da troppe spese e tasse…

Prosegui.

Vediamo serrande abbassate per sempre, di attività che si tramandavano di padre in figlio da generazioni. Criminali autorizzati. I bambini hanno sempre un posto privilegiato nel mio cuore, Angeli in terra che dobbiamo amorevolmente preparare a essere uomini e donne di un prossimo futuro, dunque bisogna aiutarli tutti, perché anche i figli degli altri ci appartengono, siamo la specie Umana, gli adulti sono per grado Educatori e Consiglieri, se non ti senti investito di questo ruolo a una certa età hai vissuto inutilmente e certamente non servi. Chiaro?!

Vai avanti…

Nonostante questo impegno sociale, non lascia molto spazio “allo scrivere”. Cose ne ho fatte, scritti, anche a sfondo sociale, a volte sono denunce ad alta voce, a volte sono empatiche per chi ha oggi vita difficile, a volte di meraviglia di fronte alla bellezza del creato, un tramonto, un panorama, il calore di un raggio di sole che ti scalda la pelle. Ho iniziato a scrivere un romanzo, la prima volta dopo anni di poesia che mi cimento nella prosa. Ho pensato a storie di vita che si intrecciano, storie comunque vere, vissute, viste in prima persona, raccontate da chi conosco e mi fido. Esperienze vere che spero possano servire a chiunque vorrà leggerne le storie.

Il tuo libro di poesie “E Ccreature, il Cuore e la Rosa - Le Voci dell’Anima”, ti ha regalato enormi soddisfazioni. Ci tracci un bilancio più approfondito?

Le soddisfazioni e la gioia del rapporto con il pubblico per me è stata una scoperta vera e propria, quando ti senti dire che quella tale poesia che hai scritto riesce a toccare il cuore del lettore esprimendo emozioni o sentimenti che sono suoi, ti senti uno strumento piccolo ma utile, non so spiegarti meglio. 

 
 L'autrice napoletana firma dediche

C’è anche la soddisfazione…

L’altra soddisfazione, non per questo minore, è aver devoluto tutti i proventi del libro alla Fondazione “A Voce d’E Creature” di Napoli, lo stesso Don Luigi Merola, suo fondatore, lo ha portato nelle scuole d’Italia veicolando Legalità e Valori di Amore e protezione dei giovani. Il libro ha avuto consensi positivi per i valori che esprime, amore per il Creato, per Madre Terra, per il Creatore di tutto, il Divino Creatore.

Quel libro aveva, appunto, una prefazione di Don Luigi Merola. Come ricordi quella collaborazione?

La mia collaborazione con la Fondazione è stata attiva, nel senso che per più di cinque anni sono stata educatrice volontaria dei bambini che frequentano L’Arenaccia, il doposcuola con loro era un modo per relazionarsi con le loro Vite, i loro problemi a volte familiari a volte dell’età, dare affetto e attenzione. Cosa naturale per me che sono mamma. Poi sono entrati ragazzi universitari al posto delle tante mamme volontarie e abbiamo lasciato spazio a loro che grazie a un ente, scusa ma non ricordo quale, dava loro un sostegno economico per l’Università. Ma di tanto in tanto sono stata a trovarli e i miei ragazzi sono diventati grandi.

Se non ricordo male, essendo anche autrice di testi di canzoni, nacque un inno legato alla Fondazione di Don Merola: è così?

L’inno è questo:

E‘ CREATURE

Nun c’è rimaste cchiù niente e’bbuono.

Tutto s’è perze int’a stù munno!

Comm’a na mela, s’è ammacchiata primma a scorza,

po’ s’è ammarcita a polpa.

 

E vierme mo sò assaje,

m’avote o’stommaco!

Ma chest’è ll’umanità

E cù chesta aggia campà!

 

C’è rimaste nà risorsa sola, sò e’Creature!

C’è rimaste nà sola speranza: sò e’Creature!

 

E Creature sò sacre, nun e‘ tuccate!

Nun l’avita spurcà!

A’ scintilla Divina stà llà!

Tutto chello ca e’bbuono avevame addeventà!

 

E creature so’ Angeli ca jocane ‘ncopp’a Terra.

E ll’Angeli nun s’accirene, no, nun se violentano,

nun s’arrobbano, nun se scippane ll’uocchje, o’rene, o’core

e nun se mettene ’ncopp’a Internet pè ffa piglià  scuorne!

                                                                         

E Creature nun vonne niente, te vonne dà nu’ surrise!

E nun s’aspettane o’mmale: E mmò ‘bbasta!

Mò tutte quante nc’avimme ribbellà!

A chi e nuje nc’è rimaste nù poco e sana umanità:

“E prutetture e ll’Angeli avimma ffà!

 

 

Questo Inno è una denuncia che dice Basta alla Violenza.

 

In questo decennio hai scritto altre liriche?

Sì, Michele, anche se io aspetto che la Poesia mi cerchi.. non la cerco io, viene lei se vuole. 

 
 Angela Chiosi ad una mostra di quadri 

 

Una possiamo donarla ai lettori digitali de La Voce del Nisseno?

Certo Michele e con grandissimo piacere.

 

                       Il momento perfetto

 

Non c’è una ragione, si nasce e si aspetta:

è l’alba del nuovo giorno e con lei la speranza

del momento perfetto dove ogni cosa

deve coincidere, gioco di incastri, una

serie di fortunati eventi, diversi tra loro ma

tutti che concorrono per lo stesso fine: metterci

in condizione di afferrare l’attimo fuggente,

la felicità!

 

              E camp’accussì, aspettanne o’mumente

addò tutt’è perfette, addò o’ tiempe è ‘mmature

e se pò cogliere o’ frutto, addò niente te po’ cchiù

‘ntrattenè, e se po’ spiccà o’salto.

            Quanne ancora? je ne sente o’prufumo e

stù frutte proibbite, n’aggia spennere ancora e stà

vita? Te vulesse ‘ncuntrà, mumente ‘ncantate, je suspire e po’ spere e stà accorta, pecchè s’addà afferrà

quanne passa, ca nun c’è stà o’ preavviso, e succere

una vota dint’a vita; o’peccato e sprecarla sarrìa:

dannazione pè l’eternità!!

 

Scrivi essenzialmente in napoletano. Perché usi più il dialetto rispetto alla nostra lingua italiana?

Credo che abbia a che fare con le sfumature: ti spiego, come un pittore che dipinge cerca i colori che ha immaginato nella sua mente, la lingua napoletana mette a disposizione una tavolozza con più varietà di colori, mezze sfumature, accostamenti che non trovo da un’altra parte, lo puoi vedere anche con la tua lingua, il siciliano, che amo e cerco di imparare. Così a volte rimedio anche con il siciliano quando per esempio ho da fare e ricevo telefonate perditempo: scusa sto puliziando…; oppure (rossore, ndr): non rompere i gabbassisi. Adoro i dialetti del Sud.

Qual è l’ultimo libro che hai letto?

Il libro di Giulio Malvani della SAPIENZIALITA’ TEMPLARE (Edizioni Penne e Papiri). Approfondimento storico e ricerca esoterica, cosa è sopravvissuto dei Templari… affascinante.

Tu sei una donna molto credente. La tua Fede, qualche volta è stata messa veramente a dura prova?

Sì, Michele. Credo nel Bene Universale, nel divino Padre e Madre Creatore di tutto, un credo che sta andando un po’ più in là dello stretto cattolicesimo. Ammiro la vita dei Santi che ci sono di grande esempio su come vivere con giusti valori e amore per il prossimo, sono allergica alle gerarchie e ai dogmi. Per il futuro auspico l’abbattimento dei muri delle Religioni e che ci sia Unico Dio Creatore per tutti, rispetto e amore per ogni specie vivente e tanta Dignità, che nessuno si permetta MAI di togliere la dignità o la vita a nessuno. Questo vorrei…

Continua, Angela. Qual è stata la prova più dura che ha dovuto sostenere nella tua vita?

La prova più forte che ho dovuto sostenere nella mia vita? La perdita del mio primogenito Marco, un ragazzo di ventiquattro anni nel fiore della vita e della forza. Un incidente stradale tredici anni fa lo ha strappato dalle mie braccia e quelle del padre e del fratello. Non ho mai dato la colpa a Dio, questo è stata la prova vera per la mia spiritualità. Chiesi a Dio Creatore di scegliere il meglio per Marco, perché come madre nel mio egoismo lo avrei voluto riportare a casa anche così come stava, politraumatizzato. Ma, parlando con Dio, gli chiesi di fare quello che era meglio per Marco. Possiamo mettere una sua foto? Marco aiutava tutti, era allegro e sempre disponibile.

Cosa ti commuove di più, nella vita?

Il sorriso che mi fa un bambino per strada senza conoscermi, la bellezza di un tramonto infuocato e poi… il Mare che è tutto per me, non lo so perché. È sempre stato così, ci parlo col mare. Capisco il suo rumore che non è mai lo stesso.

E cosa ti infastidisce di più?

L’arroganza, la stupidità, chi vuole mettere gli altri in ridicolo o peggio sfruttarli. Non sopporto le ingiustizie

Hai la possibilità di scrivere un messaggio e tramite una bottiglia farlo navigare a mare aperto. Cosa scriveresti e perché?

Michele…, come è bella questa domanda (ride, ndr)! Siamo tornati al mare, hai visto?  C’entra sempre lui nella vita. Scriverei:

TU CHE LEGGI QUESTO MESSAGGIO, DUNQUE SE LO HAI TROVATO E’ PER TE. SEI VICINO AL MARE E GIA’ SEI RICCO PER QUESTO, SONO UNA VIAGGIATRICE CHE HA AVUTO L’ONORE DI CAMMINARE PER QUESTO MONDO E CHE QUASI ALLA FINE DEL VIAGGIO HA RICONOSCIUTO ESSERE UNA SCUOLA CHE FORGIA ANIME A RENDERLE PIU’ FORTI ED EMPATICHE. GODITI IL VIAGGIO E IL PANORAMA MA NON DIMENTICARE CHE SEI QUI PER EVOLVERTI, LE MISERIE UMANE NON SONO DISGRAZIE E BASTA, SONO MAESTRE E SE VORRAI, FARANNO USCIRE IL MEGLIO DA TE CHE SEI UN ESSERE DIVINO CHE STA FACENDO UN PERCORSO UMANO IN UN DISEGNO PIU’ GRANDE. VAI CON DIO.

Scriverei questo perché è il mio credo.

 

Quale è ancora il tuo sogno nel cassetto?

Vivo la vita giorno per giorno, non vado più in là di una settimana come progetti, il qui e ora, è diventato lo scandire del mio tempo e so che questo momento è unico e irripetibile, lo spremo. Cosa farò nel futuro? Il sogno nel cassetto? Voglio solo essere un piccolo strumento che fa cose ispirate e che devono servire per capire e farsi capire meglio, portare armonia anche in un piccolo ambiente, una carezza… in fondo anche se costa molta fatica avere Umanità è bello e per questo vale la pena Vivere.

Grazie.

Grazie di cuore a te per questa meravigliosa intervista.

MICHELE BRUCCHERI