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CARLA ACCARDI ALLA GALLERIA D’ARTE MODERNA DI ROMA FINO AL PRIMO SETTEMBRE

CARLA ACCARDI ALLA GALLERIA D’ARTE MODERNA DI ROMA FINO AL PRIMO SETTEMBRE

ago 08 2019

di SILVANA LAZZARINO – LA MOSTRA. Artista siciliana nata a Trapani, è la precorritrice dell’arte astratta in Italia. Ecco il “ritratto” minuzioso e completo per La Voce del Nisseno  

 
 

 

Cinque eccezionali protagoniste dell'arte "al femminile" del Novecento espongono nell’ambito della mostra “DONNE CORPO E IMMAGINE TRA SIMBOLO E RIVOLUZIONE” in corso a Roma alla Galleria d’Arte Moderna di Via Crispi (fino al 13 ottobre 2019) centrata sul cambiamento dell’identità e dell’immagine femminile restituito dall’arte tra fine Ottocento e contemporaneità. Sono Maria Lai, Titina Maselli, Marina Abramović, Carla Accardi e Mirella Bentivoglio, che attraverso le loro opere invitano a riflettere anche sulle loro differenti modalità di intendere il proprio impegno nell'ambito artistico e pubblico.

 

Successive alle esposizioni delle opere di MARIA LAI, e di TITINA MASELLI, è stata la volta della performer Marina Abramović con il video originale della performance realizzata dell’artista insieme a Ulay, “Imponderabilia”, che rappresenta una delle esibizioni performative più significative del panorama dell’arte.

 

Da non perdere nell’ambito della mostra dedicata all’immagine della Donna tra simbolo e rivoluzione, l’omaggio alla precorritrice dell’arte astratta in Italia Carla Accardi (Trapani 1924 – Roma 2014) artista tra le più originali ed eclettiche del secondo dopoguerra. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Palermo, nel 1946 si trasferisce a Roma dove l’anno seguente fonda l’avanguardia artistica “Gruppo Forma 1”. L’esposizione a lei dedicata in corso alla Galleria d’Arte Moderna fino al 1 settembre, a cura di Arianna Angelelli, Federica Pirani, Gloria Raimondi e Daniela Vasta, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata in collaborazione con Cineteca di Bologna e Istituto Luce. Si sofferma su una serie di importanti opere degli anni Settanta e Novanta.

 

Un percorso che intende sottolineare la riflessione dell’Accardi sul segno astratto lontano da riferimenti al reale e sull’uso del colore con cui ridefinire una nuova visione del proprio orizzonte emotivo in rapporto all’esistenza. Il segno da cui parte e che si definisce nell’incontro e intreccio con altri segni, dà vita a forme e figure astratte, diventando espressione di una nuova consapevolezza anche riferita al ruolo della donna, nella sua entità libera e indipendente. Il colore, capace di cambiare il senso di ogni forma, restituendo luce e ombra, sogno e malinconia, unitamente al segno che varia nel tempo, sono sempre aspetti centrali nella sua opera fin dal suo appartenere al “Gruppo Forma 1” che fonda nel 1947 insieme a Attardi, Consagra, Dorazio, Guerrini, Perilli, Sanfilippo e Turcato.

 

Sulla scia dell’Informale, negli anni Cinquanta con l’appoggio del critico Michel Tapié, Carla Accardi dà vita ad una serie di segmenti pittorici bianchi su fondi neri, mentre negli anni Sessanta sull’ondata della militanza femminista, sperimenta un colore luminescente, inizialmente su normali supporti opachi, poi su fogli trasparenti di "sicofoil" (particolare acetato di cellulosa) dipinti con smalti monocromi a voler superare la superficie piana della pittura. A partire da questa visione in cui ridefinire il rapporto tra opera e spazio giunge con gli anni Settanta alla realizzazione delle “Tende” strutture abitabili e percorribili come “Triplice tenda" (1969-'70) in cui arte, architettura e design si fondono. Si tratta di installazioni in cui entrare e uscire fisicamente in una sorta di recupero del proprio ruolo e delle aspettative nel percorso di vita.

 

Nuove sinergie di contrapposizioni create da stesure cromatiche disposte su tela grezza si definisco negli anni Ottanta. Soffermandosi sulle opere esposte si può ammirare “Bozzetto per scultura e Bozzetto”, del 1971-1972, riferita al concorso per la realizzazione di interventi artistici nelle scuole di Roma bandito nel 1970 dal Comune: “Il primo si riferisce al progetto per un complesso decorativo in marmo per l’atrio d’ingresso della Scuola Primaria Statale Livio Tempesta, nel quartiere Ostiense; il secondo si riferisce a una grande decorazione in terracotta invetriata policroma per la Scuola Media Luigi Fantappiè, oggi Scuola Media Statale Giuseppe Bagnera, nel quartiere Portuense”. Questi bozzetti riflettono la ricerca dell’Accardi sui materiali plastici portata avanti in quegli anni seguendo diverse soluzioni.

 

Da sottolineare poi sulla scia di opere in cui vengono esplorate le diverse combinazioni cromatiche, l’opera “Giallobianconero” (1990) che presenta un segno largo e spesso, dalle complesse intersezioni a croce e combinazioni labirintiche. In essa i tre colori che si alternano entro un ritmo di intrecci, invitano ad una meditazione sul dinamismo generato “dal contrasto elementare del bianco e nero e sulla forza centripeta del giallo, con effetti magmatici di espansione e contrazione”.  

 

Verso lo stesso dinamismo segnico si orienta “Sovraesposti” cieli (1997) in formato ridotto con tecnica litografica a colori, mentre il “Senza titolo” del 1995, firmato e datato, rappresenta un bozzetto preparatorio per la decorazione a mosaico della stazione “Re di Roma” della metropolitana cittadina, in relazione al progetto di arte urbana “Arte Metro Roma”. Interessanti anche diversi materiali documentari provenienti da ARCHIVIA – Archivi Biblioteche Centro di Documentazione delle Donne (fotografie, giornali dell’epoca, volumi). Di interesse alcuni scritti dell’artista e amica dell’Accardi, Carla Lonzi tra cui Autoritratto (1969), Taci anzi parla. Diario di una femminista (1978) e Scacco ragionato (1985) in cui si parla dell’impegno politico di Carla Accardi nel gruppo Rivolta Femminile e nella Cooperativa Beato Angelico e dell’amicizia fra le due attiviste.

 

Tra le diverse esposizioni personali e collettive cui Carla Accardi ha preso parte, accanto alle retrospettive del gruppo Forma 1 e dell'Avanguardia Italiana degli anni Cinquanta, comprese diverse edizioni della Biennale di Venezia, vanno citate: l’Italian Art in the XXth Century, Royal Academy, Londra, 1989, The Italian Metamorphosis 1943-1968, Guggenheim Museum, New York, 1994 e Chambres d'amis (Gand, 1986). Tra le mostre personali accanto a quella al Contemporary Art Center, New York nel 2001, alla Galerie Greta Meert, Bruxelles nel 2007 e all’Auditorium Parco della Musica, Roma nel 2008, ricordiamo quelle al Museo Carlo Bilotti, Aranciera di Villa Borghese, Roma nel 2011ed alla Galleria Valentina Bonomo, Roma nel 2013.

 

Trapani, sua città natale nel 1998 le ha dedicato un’interessante retrospettiva “Carla Accardi: opere 1947-1997” nella Chiesa della Badia Grande. È stata inoltre membro dell'Accademia di Brera nel 1996 e l’anno seguente nel 1997 ha preso parte come consigliere alla Commissione per la Biennale di Venezia. Alla Galleria d’Arte Moderna di Roma dopo l’omaggio a Carla Accardi, seguirà in settembre quello dedicato a Mirella Bentivoglio, altra grande protagonista dell’arte italiana del Novecento.

 

SILVANA LAZZARINO