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BULLISMO E CYBERBULLISMO, DUE INCONTRI ALL’ISTITUTO COMPRESIVO NEVIO DI NAPOLI

BULLISMO E CYBERBULLISMO, DUE INCONTRI ALL’ISTITUTO COMPRESIVO NEVIO DI NAPOLI

mar 16 2019

di DANIELA VELLANI – ATTUALITÀ. Momenti per sensibilizzare i giovani. Soddisfatta la dirigente scolastica Maria Loreta Chieffo. Al meeting a scuola due magistrati: Francesco Cerullo e Anna Imparato 

 
 

 

“I social non regalano vere emozioni. Viviamo nella realtà e non cerchiamo consensi nei social”. L’affermazione su riportata è stata una delle tante espresse nel corso dei due incontri-dibattito che si sono svolti presso l’I.C. Nevio di Napoli con i magistrati Dott. Francesco Cerullo (sostituto procuratore presso il Tribunale per i minorenni di Napoli) e Dott.ssa Anna Imparato (giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli). L’evento a tema “Bullismo e Cyberbullismo -incontri ravvicinati senza la rete” si è tenuto nei giorni scorsi al cospetto di centinaia di alunni.

 

Il suo l’obiettivo è stato quello di sensibilizzare i ragazzi ad un corretto uso della “rete” e a dire “no” al bullismo e al cyberbullismo, fenomeni dilaganti che purtroppo flagellano il mondo giovanile con conseguenze gravi, come testimonia il crescente numero di fatti di cronaca. Entrambi gli incontri sono stati aperti e presentati dal dirigente scolastico Prof.ssa Maria Loreta Chieffo che ha salutato gli intervenuti e ha invitato alunni e docenti a utilizzare l’applicazione online “Senza paura, liberi dal bullismo” un gioco istruttivo che invita alla riflessione sull’argomento.

 

Ha fatto presente che l’App, costruita attraverso il progetto CREATIVE, è una sfida, che mette la tecnologia a servizio di una buona causa, informando i ragazzi con lo strumento maggiormente utilizzato da loro: lo smart. Gli interventi, dove non sono mancate le proiezioni di video dal contenuto forte e molto significativo, sono stati suddivisi in due momenti interessanti, affrontati rispettivamente dai due magistrati: “Concetto di cyberbullismo e conseguenze penali e amministrative dello stesso” e “I reati configurabili attraverso le condotte di bullismo e cyberbullismo”.

 

Il problema è stato affrontato in modo esaustivo ed ha toccato molteplici aspetti a partire dall’analisi etimologica della parola bulling che deriva dall’inglese bull che vuol dire toro, animale che solo apparentemente è feroce. Il bullo, infatti, è fondamentalmente fragile e maschera i suoi limiti attaccando i più deboli. Si è subito assodato che il bullismo è una forma di violenza che può essere diretta nelle forme verbali e fisiche e indiretta attraverso comportamenti strategici che portano all’isolamento della vittima e nelle forme estreme all’istigazione al suicidio. Sono state descritte diverse sfaccettature del fenomeno come ad esempio la tendenza ad agire in gruppo, la presenza di spettatori (helpful e hurtful), l’influenza del background familiare.

 

Si è passati quindi ad affrontare la problematica dal punto di vista giudiziario. Partendo dal concetto di reato e dalla sua definizione, ci si è soffermati su tutte quelle azioni che, violando articoli del codice penale, sono passibili di pene: risarcimento dei danni, reclusione, carcere minorile per i ragazzi dai quattordici anni ai diciotto, case famiglia per i minori di quattordici con eventuali condanne a carico dei genitori o agli affidatari.

 

Sono stati, quindi, descritti i vari reati tra cui aggressione fisica, minacce, stalking, molestie telefoniche, violazione della privacy con foto lesive condivise senza consenso, pedopornografia, estorsioni, chat di gruppo persecutorie, sexrevenge e altri. Non è mancata l’indicazione su come si svolgono le indagini per individuare bulli e cyberbulli: sequestro e controllo dei cellulari e dei personal computer dove tutto è tracciabile, controllo delle connessioni in rete, analisi di tracce di DNA.

 

Tanti sono stati, dunque, gli argomenti affrontati e i ragazzi visibilmente colpiti e interessati hanno posto innumerevoli e intelligenti domande a cui i giudici hanno risposto con competenza e coinvolgimento emotivo dando di volta in volta una serie di consigli su come agire per prevenire, difendersi da minacce e reiterate persecuzioni e al contempo su come fare per aiutare i deboli “carnefici” dal punto di vista psicologico, offrendo loro percorsi di vita sana e riabilitativa. Il motto a cui tutti i ragazzi dovrebbero attenersi è “essere costruttivi e non distruttivi”.

 

Sono stati due incontri formativi e arricchenti. Sull’argomento, infatti, i giovani spesso hanno una visione distorta e poco chiara e si ritrovano in soffocanti reti senza uscita in qualità di carnefici, complici consenzienti o inconsapevoli e vittime. L’informazione è dunque determinante e la scuola svolge un ruolo molto importante. Ecco perché l’I.C Nevio, grazie all’incontro con esperti, ha offerto una preziosa opportunità ampliando un discorso che quotidianamente i docenti affrontano tra i banchi.

 

DANIELA VELLANI