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FLAVIO APEL: “PRIMA DI NATALE USCIRÀ UN LIBRO SUI MIEI DISEGNI”

FLAVIO APEL: “PRIMA DI NATALE USCIRÀ UN LIBRO SUI MIEI DISEGNI”

dic 07 2018

di MICHELE BRUCCHERI – L’INTERVISTA. Trentenne, nato a Roma, spiega: “La mia ispirazione nasce dalla lettura di opere letterarie”. Nuovo anno all’insegna di varie mostre

 
 

 

“Prima di Natale uscirà un libro sui miei disegni, con il testo curato dalla storica dell'arte Anjelika Spöth”. A parlare è Flavio Apel, talentuoso artista trentenne, nato a Roma. Nonostante i nostri reciproci impegni, riusciamo nell’impresa di realizzare questa intervista. Conosco la madre da diversi anni e mi racconta del figlio. I suoi disegni sono veramente belli, eleganti e pieni di fascino. Direi che si suoi disegni sono “poesia”.

 

Ha studiato all’Università lingua e letteratura spagnola e francese. “A seguito di una modifica nella facoltà che frequentavo, ho seguito anche corsi di economia e in questo momento sto studiando storia dell'arte e frequentando l'Accademia di Arti figurative a Marburg”, spiega a La Voce del Nisseno (versione online). “Spesso - prosegue Flavio Apel - la mia ispirazione nasce dalla lettura di opere letterarie che creano immagini nella mia mente”.

 

Un artista assai bravo e geniale. Nelle sue opere c’è il realismo. Il disegno è sempre stato parte del suo percorso creativo. Tra le sue qualità, evidenzia il senso dell’umorismo e la creatività. Ha vinto diversi premi. Ed ha in programma una serie di eventi. “A partire dal 17 gennaio esporrò in una mostra istituzionale al Kunstverein di Bad-Säckingen, vicino a Basilea - dichiara al nostro microfono -. Altri progetti sono diverse mostre presso la galleria Rasch, nonché al Centro Congressi ECKD a Kassel, un'importante Arte-Fiera a Berlino, una personale in una galleria a Lipsia e spero si concretizzino altri progetti in Italia”.

 

Il padre di Flavio Apel era un rinomato artista, nonché grafico e designer. Nella nostra conversazione c’è qualche breve traccia del loro rapporto. Il nuovo anno, per lui, tuttavia, inizierà con una mostra, a Civitavecchia, insieme all’artista Franco Mauro. Lo sollecito chiedendo una riflessione su sua madre. E mi risponde, fiero: “Ringrazio mia madre per avermi lasciato sempre libero di scegliere in tutte le fasi della mia vita e per avermi trasmesso sin da piccolo l'amore per l'arte, la musica e la cultura”.

 
 

 

Partiamo dalla tua arte. So che hai avuto sempre un rapporto conflittuale e contraddittorio. Perché?

La conflittualità verso la mia arte nasce dal rapporto difficile con mio padre, che era un artista affermato.

 

Quando scopri questa passione per il disegno?

La mia maestra delle scuole elementari sostiene di aver visto un talento particolare già dalla prima classe. Ma la vera passione per il disegno l'ho riscoperta verso i 18 anni, dopo la fine della scuola.

 

Come definisci la tua arte?

Mi risulta difficile rispondere a questa domanda. In effetti sarebbe più giusto dire che io mi definisco attraverso la mia arte piuttosto che cercare una definizione che l'abbracci completamente.

 

C’è qualcuno che ha influenzato la tua arte?

Più che essere influenzato direttamente da altri artisti, spesso la mia ispirazione nasce dalla lettura di opere letterarie che creano immagini nella mia mente. In questo senso posso citare alcuni scrittori che appartengono al filone della letteratura fantastica anglofona, tedesca e argentina come E.T.A. Hoffmann, E. A. Poe e Julio Cortázar. 

 

Delle tue opere, quali ritieni le più belle e perché?

Le opere che più amo sono i due ritratti di ragazza formato 100x70 che appartengono alla serie "Circe".

 
 

 

Qual è stato il tuo percorso formativo, Flavio?

Il mio percorso non è stato affatto lineare. Ho studiato all'Università lingua e letteratura spagnola e francese. A seguito di una modifica nella facoltà che frequentavo, ho seguito anche corsi di economia e in questo momento sto studiando storia dell'arte e frequentando l'Accademia di Arti figurative a Marburg.

 

Quali sono stati i tuoi progetti più importanti realizzati ad oggi?

Le mostre importanti cui ho partecipato sono state varie. Una di queste, istituzionale, nel prestigioso Kunstverein di Marburg e due Arte-fiere nella Documenta-Halle, struttura costruita appositamente per la Documenta di Kassel, che si svolge ogni cinque anni ed è la mostra di arte contemporanea più importante del mondo. 

 
 

 

So che hai ricevuto diversi riconoscimenti. A quali sei maggiormente legato e perché?

I premi fanno sempre piacere, ma sarebbe una bugia affermare che vi sia particolarmente legato. Forse il primo dei premi che ho ricevuto mi ha creato l'emozione più profonda ed è stato il primo premio al Festival di Arte figurativa, iperrealismo e ritratto, organizzato da Giancarlo De Gennaro, che si è svolto a Civitavecchia nel 2016, a cui hanno partecipato tantissimi artisti italiani e stranieri di valore.

 

Mi risulta che la scorsa estate hai portato avanti alcuni progetti. Ce ne parli?

Oltre a due delle mostre già citate, ho partecipato all'Arte-fiera di Coburg, dove ho vinto il premio speciale della critica. Prima di Natale uscirà un libro sui miei disegni, con il testo curato dalla storica dell'arte Anjelika Spöth, edito dalla Galleria Rasch di Kassel che mi rappresenta.

 

Artisticamente e umanamente, quali sono i tuoi pregi?

Mi risulta molto difficile parlare dei miei pregi artistici. Penso che la maniacale ricerca della perfezione sia evidente all'osservatore dei miei disegni. Umanamente penso che i miei punti di forza siano il senso dell'umorismo e la curiosità.

 

E i tuoi difetti, se ce ne sono?

Penso di aver preso il peggio dei difetti tipici della cultura italiana e tedesca...

 

Prima ci parlavi di tuo padre. E tua madre? Quale messaggio le mandi dal nostro sito web?

Ringrazio mia madre per avermi lasciato sempre libero di scegliere in tutte le fasi della mia vita e per avermi trasmesso sin da piccolo l'amore per l'arte, la musica e la cultura.

 

Chi sono i tuoi artisti preferiti?

Non in ordine di preferenza: Aubrey Beardsley, Caravaggio, Franz von Stuck e Gerhard Richter.

                                                                

Qual è l’ultimo libro che hai letto?

A rebours di Joris-Karl Huysmans. 

 

Credi in Dio?

No, ma spero.

 

Quali sono i tuoi prossimi progetti?         

Il due gennaio ho una mostra insieme all'artista Francesco Mauro nel Forte Michelangelo a Civitavecchia. A partire dal 17 gennaio esporrò in una mostra istituzionale al Kunstverein di Bad-Säckingen, vicino a Basilea. Altri progetti sono diverse mostre presso la galleria Rasch, nonché al Centro Congressi ECKD a Kassel, un'importante Arte-Fiera a Berlino, una personale in una galleria a Lipsia e spero si concretizzino altri progetti in Italia.

 

MICHELE BRUCCHERI