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SERRADIFALCO, IL CLARINETTISTA DELL’ARMA DEI CARABINIERI ANDREA MAIDA MUORE TRAVOLTO DA UN’AUTO

SERRADIFALCO, IL CLARINETTISTA DELL’ARMA DEI CARABINIERI ANDREA MAIDA MUORE TRAVOLTO DA UN’AUTO

dic 04 2018

di MICHELE BRUCCHERI – IL RICORDO. Era in bici ed è stato investito alle porte di Roma. Il paese piange un altro giovane brillante e straordinario. Le condoglianze de La Voce del Nisseno 

 
 
 
 Michele Bruccheri e Andrea Maida, durante una presentazione (anche sotto)

Andrea Maida vola il cielo. In Paradiso. È stato travolto, nel pomeriggio, da un’auto sulla Salaria, zona limitrofa a Roma. Il bravo musicista che suonava il clarinetto da parecchi anni nell’Arma dei Carabinieri è stato scaraventato sul ciglio della strada. Era con la sua bicicletta, un’altra sua passione. Di Serradifalco, ma abitante a Fiano Romano, sposato e padre di due figli, ha perso i sensi subito. Tuttavia, i soccorsi del 118 hanno cercato, immediatamente ma vanamente, di rianimarlo. È intervenuta anche un’eliambulanza, ma il 53enne è morto. Sul posto, stanno lavorando ancora alacremente i carabinieri della compagnia di Monterotondo.

Serradifalco piange un altro giovane straordinario, solare e sorridente sempre. Proprio lo scorso anno - a Vercelli - era morto il nipote, Giuseppe Pace, 41 anni appena, carabiniere paracadutista. Erano legatissimi ed entrambi coltivavano la passione della bici. Quella brutta e bastarda domenica di ottobre dell’anno scorso, durante la fase di atterraggio di un lancio all’aeroporto “Carlo Del Prete”, si registrò purtroppo un impatto violento e devastante: letale. Al funerale solenne, con picchetto d’onore, Andrea volle suonare per l’amato nipote Giuseppe. E l’ha fatto anche di recente, per la morte della madre. Il suono del suo clarinetto era un abbraccio di infinito amore per i suoi cari.

Ho scritto numerosi articoli su Andrea Maida. L’ho presentato spesso. Nelle iniziative promosse da Cataldo e Pasquale Lalumia, ero sempre io a presentare. Ricordo dieci anni addietro, per il raduno bandistico serradifalchese. Ci sono state parecchie occasioni. E lui, sempre, buono e affabile, allegro, disponibile, generoso. Non ci sono parole. Anche il web racconta ciò che era questo brillante uomo, che amava suonare il clarinetto. “Continua a pedalare da lassù”, scrive qualcuno. “Riposa in pace, Maestro. Suona il tuo clarinetto agli angeli”, replica una donna.

Amava la bici ma soprattutto amava il clarinetto. Nel 2005, scrivendo la mia monografia “Ritratti serradifalchesi – volume 1”, tratteggiai brevemente un profilo artistico su questo straordinario musicista. Ecco un sunto. “Già all’età di otto anni Andrea Maida viene avviato allo studio della musica. Nel 1983, appena diciottenne, si diploma presso il Conservatorio di Musica ‘Vincenzo Bellini’ di Palermo in clarinetto, ottenendo il massimo dei voti. Con l’Orchestra del Teatro all’Opera di Lecce partecipa ad una fortunata tournée esibendosi in diversi teatri di grande prestigio, tra i quali il Petruzzelli di Bari e il Teatro dell’Opera di Roma. A diciannove anni si impone al concorso di primo clarinetto nella Banda dell’Arma dei Carabinieri. La sua attività artistica e musicale è intensa e di enorme successo. Collabora, infatti, con artisti di calibro internazionale, tra i quali ricordiamo Andrea Bocelli, Riccardo Cocciante e Claudio Baglioni”.

Ed ancora: “Numerosi sono i concerti sia in Italia, sia all’estero (Francia, Giappone, Olanda, Israele, Stati Uniti d’America, Germania, Svizzera, Belgio). Sovente collaborava con l’Orchestra della Rai, con l’Accademia nazionale di Santa Cecilia e l’Orchestra del Teatro all’Opera di Roma”. Nel 2008, presentandolo, è stato premiato nel Raduno bandistico locale.

Siamo tutti notevolmente e fortemente sconvolti. Sentimenti di tristezza e di cordoglio albergano nel nostro cuore addolorato e incredulo. Chi l’ha conosciuto, sa che era una persona eccezionale ed umile. Questo fulmine a ciel sereno ci sconvolge terribilmente. Ma lui che sorrideva sempre, non ci vuole tristi e mesti. Quante volte mi hai letto, caro Andrea, e ricevere i tuoi complimenti era motivo di gioia e di fierezza. Oggi, velocemente e disordinatamente, con la tastiera bagnata di lacrime, scrivo queste poche e sofferte parole per te. Per noi. Hai avuto un ruolo pubblico, importante e prestigioso. A caldo te lo dovevo. A caldo, te lo dobbiamo. Grazie di tutto. Queste vibranti condoglianze rivolte alla famiglia sono mie personali e del periodico d’informazione La Voce del Nisseno, ma credo che siano anche di tutta Serradifalco che ti ha sempre amato. 

MICHELE BRUCCHERI