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“ROMA CITTÀ MODERNA. DA NATHAN AL SESSANTOTTO” È  LA MOSTRA CHE SI TIENE NELLA CAPITALE

“ROMA CITTÀ MODERNA. DA NATHAN AL SESSANTOTTO” È LA MOSTRA CHE SI TIENE NELLA CAPITALE

lug 12 2018

di SILVANA LAZZARINO – È in corso presso la Galleria d’Arte Moderna. Si concluderà il 28 ottobre. L’esposizione ripercorre l’immagine della capitale, attraverso le varie correnti artistiche     

 
 

 

Considerato un secolo fra i più problematici, contraddittori, ricco di drammi, tensioni, ma anche di innovazioni, scoperte e trasformazioni sul piano umano, sociale e scientifico il Novecento nell’arte vede l’affermarsi di diverse correnti tutte orientate ad uscire dai canoni classici e tradizionali per dare vita ad un nuovo modo di ridefinire la realtà e il modo di percepire la stessa con i suoi cambiamenti e incertezze. E’ in questo secolo che alla Capitale diversi artisti hanno dedicato particolare attenzione attraverso le loro opere restituendone un’immagine sempre intensa e avvolgente, ora tradizionale e malinconica, ora innovativa e iperrealista. La mostra ROMA CITTÀ MODERNA. Da Nathan al Sessantotto in corso a Roma presso la Galleria d’Arte Moderna di Via Francesco Crispi, fino al 28 ottobre 2018, ripercorre l’immagine della capitale, polo di attrazione di culture e linguaggi diversi, attraverso le correnti artistiche protagoniste del secolo scorso.

 

Curata da Claudio Crescentini, Federica Pirani, Gloria Raimondi e Daniela Vasta, e promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale, l’esposizione attraverso più di 180 opere tra dipinti, sculture, grafica e fotografia, alcune mai esposte in precedenza, restituisce una lettura ideale della cultura artistica di Roma in cui nei decenni si sono andate sedimentando diversità e univocità non necessariamente sempre in conflitto tra di loro. Il percorso restituisce un tracciato storicizzato passando dagli anni di Ernesto Nathan, Sindaco di Roma (1907-1913) di dichiarata ispirazione mazziniana al decennio dei grandi movimenti di massa e della rivoluzione artistica e culturale che trovano l’apice nel Sessantotto.

 

Un percorso dedicato a Roma, perno della cultura nazionale e internazionale del Novecento, con la sua storia, i suoi luoghi nelle ramificazioni territoriali dal centro alla periferia ed i suoi stili artistici che nei diversi periodi si sono andati ad affiancare o sostituire. Tra la fine dell’Ottocento e inizi Novecento artisti come Duilio Cambellotti, Onorato Carlandi, Nino Costa, Adolfo De Carolis, Camillo Innocenti, Auguste Rodin, Adolf Wildt ed Ettore Ximenes per citarne alcuni, restituiscono paesaggi e figure dalle atmosfere simboliste e decadenti, in un’ottica di rinnovamento che anticipa gli esponenti della Secessione romana degli anni Dieci tra cui Felice Carena, Nicola D’Antino, Arturo Dazzi e Arturo Noci.

 
 

 

Desiderio di rinnovamento e modernità viene catturato ed espresso secondo stilemi estremi dai futuristi e dagli aeropittori degli anni Venti e Trenta tra cui citiamo Benedetta Cappa Marinetti, Tullio Crali, Sante Monachesi, Enrico Prampolini e Tato. Da sottolineare poi alcune correnti artistiche degli anni Venti-Trenta, dal Tonalismo al Realismo Magico, dalla Metafisica, al Primitivismo con autori quali Giacomo Balla, Giuseppe Capogrossi, Felice Casorati, Emanuele Cavalli, Giorgio De Chirico, Achille Funi, Franco Gentilini, Arturo Martini, Roberto Melli, Fausto Pirandello, Mario Sironi - solo per citarne alcuni - che “guardano” Roma con un nuovo seppur “antico” sguardo.

 

E poi la volta della Scuola Romana formatasi negli anni Trenta del ‘900 - con Afro, Mario Mafai, Scipione - le cui opere fondate su nuove ricerche cromatiche si sono focalizzate sulla distruzione/ricostruzione del centro città e il conseguente, dissennato, sviluppo delle periferie; per poi arrivare alla figurazione e astrazione post bellica degli anni Quaranta e Cinquanta ed inizio Sessanta dove spiccano nomi quali: Renato Guttuso, Leoncillo, Carlo Levi, Gastone Novelli, Achille Perilli, Giulio Turcato, Lorenzo Vespignani, Alberto Ziveri e molti altri.

 

Il percorso si conclude con i riscontri urbani della Pop art romana e delle sperimentazioni concettuali della seconda metà anni Sessanta che fanno riferimento all’apertura del pensiero artistico di Roma oltre la stessa città. Tra gli artisti in questione accanto a Guttuso, Leoncillo, Turcato, Perilli, e Vespignani sono Franco Angeli, Mario Ceroli, Tano Festa, Mario Schifano, Pino Pascali, Luca Maria Patella, Mimmo Rotella. Ciascuna sezione è corredata da strumenti multimediali realizzati in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma e l’Istituto Luce a rafforzare le strette relazioni tra la città, il suo sviluppo e le sue arti.

 

SILVANA LAZZARINO