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NAPOLI, ELEGANZA E CLASSE PER IL CONCERTO DI CECILIA SANCHIETTI

NAPOLI, ELEGANZA E CLASSE PER IL CONCERTO DI CECILIA SANCHIETTI

mar 05 2018

di DANIELA VELLANI – IL REPORTAGE. Evento organizzato dall’associazione Otto Jazz Club guidata da Maria Lucci. Ad esibirsi anche Pierpaolo Principato, Marco Siniscalco e Nicolas Kummert 

 

 
 

Eleganza, classe, raffinatezza, tecnica impeccabile, fusione di stili e interessanti contaminazioni: questo ed altro sono stati gli ingredienti del concerto di Cecilia Sanchietti, la brava e talentuosa batterista e compositrice romana che si è esibita assieme agli eccellenti musicisti Pierpaolo Principato al piano, Marco Siniscalco al basso elettrico e Nicolas Kummert (featuring) al sax tenore. L’evento si è svolto sabato a Napoli nel complesso monumentale di San Gennaro all’Olmo ed è stato organizzato dall’associazione Otto Jazz Club presieduta da Maria Lucci.

 

Di fronte ad un numeroso pubblico attento, la Sanchietti ha presentato il progetto che dà anche il nome all’evento: La terza via - The third side of the coin” (Etichetta bluJazz). Come ha affermato l’artista romana, il fil rouge dei brani, di sua composizione, è il coraggio. Ciascuno ne caratterizza un aspetto. Il coraggio diventa così “La terza via”: un invito a costruire la propria strada, che in questo concerto ha preso corpo, intraprendendo un percorso interessante, intrigante, ricco e accogliente, culminato in un bouquet di fusioni di suoni, ritmi e note.

 

Which Way ha dato inizio al concerto e, con un’intro raffinata di carezze fluide sul piano, ha creato subito un’atmosfera emozionante e coinvolgente. Lo scorrere delle note sprigionate dai tasti, ordite in ricami melodici incalzanti, confluiva nella batteria e nel basso in un ritmo pacato ed elegante. L’esecuzione di Circus, dopo una prima parte molto free, prendeva forza e il pianoforte s’intersecava trasversalmente con gli altri strumenti, mentre il sax, entrato in scena, accarezzava i diversi suoni con voce bella e decisa. Il concerto proseguiva in modo variegato, a tratti spumeggiante e a tratti soft in un interplay vincente e sinergico. Con un bel ritmo brioso si poneva Shouthing to a Brick wall.

 

Subito dopo veniva eseguito Not in my name, dedicato ad Asia Ramazan Antar dell’esercito femminile curdo contro l'Isis, morta nel 2016 e ricordata come la Jolie curda per via della somiglianza con Angelina Jolie. Il brano, introdotto e chiuso dai ritmi, prima incalzanti e poi scemanti, di una vera propria marcia, ha dato corpo ad un’interpretazione raffinata, elegante e ricca di improvvisazioni. Vere e proprie note “danzanti” hanno dipinto Hang Gliding, con dialoghi tra il piano e gli altri strumenti, in cui s’inseriva sinuosamente il sax con fraseggi dal suono liscio, lineare, asciutto e deciso. Tratti spagnoleggianti, in un percorso musicale ampio e incalzante, hanno caratterizzato Pan di Spagna, mentre in Sweet bitter ci si immersi in un’atmosfera soft e vagamente orientale.

 

Con Emerging Lands, una composizione di Pierpaolo Principato, si è intrapreso un bello scambio di note tra piano e sax, incorniciato dall’elegante sezione ritmica. Un virtuoso e avvolgente assolo eseguito dal bassista ha aperto il brano successivo durante il quale anche la batteria ha fatto sentire la sua voce mordente in un vivace dialogo con il piano. Naturalmente non poteva mancare La terza via, che dà il nome all’album, dedicato all’energia positiva. A gran voce il pubblico entusiasta ha richiesto il bis e l’ensemble ha donato ancora belle emozioni musicali con Innocence, concludendo un concerto di grande pregio e di livello elevato.

 

DANIELA VELLANI