
Silvana Puschietta
Al microfono di Michele Bruccheri la scrittrice ligure, nativa di Sanremo, che abita in Lombardia. Ha già pubblicato numerose poesie e sta scrivendo un nuovo romanzo
Ligure di Sanremo, la scrittrice Silvana Puschietta esattamente un anno addietro ha pubblicato il suo primo romanzo. Un libro d’esordio davvero bello e coraggioso. Intelligente e generoso. Un romanzo intenso, capace mirabilmente di toccare le corde più sensibili e profonde di ognuno di noi. Quasi una lezione di vita, direi, che consiste nel cercare quello che si ama. Cercarlo e trovarlo tuo malgrado. E una volta trovato, amarlo fino in fondo. “Amicizia rubata” (Senso Inverso Edizioni di Ravenna) è il titolo a firma della brava scrittrice che ora abita in Lombardia. Dapprima ha vissuto in Valle d’Aosta e poi a Torino. Ha lavorato, con importanti ruoli di responsabilità, in varie aziende nel campo del marketing e delle vendite.
Ama enormemente la scrittura e la lettura, la musica jazz e l’arte contemporanea. E’ un’ambientalista convinta ed ama particolarmente la poesia. Ha già pubblicato i suoi versi in alcune antologie. Sta scrivendo un nuovo libro. Un progetto ambizioso. “Il tempo purtroppo è tiranno, e passa troppo veloce – ammette al nostro microfono -. Non so quindi quando riuscirò a completare questa mia opera. Speriamo, presto!”. Con immensa gioia l’abbiamo intervistata per la versione online del nostro periodico d’informazione “La Voce del Nisseno”.
Qual è la trama del tuo primo romanzo intitolato “Amicizia rubata”?
“Ho voluto descrivere come con la casualità degli incontri, la vita di una persona possa essere stravolta. Ho preso come personaggio principale una donna di mezza età, che realizzata negli affetti familiari e sul lavoro, a seguito di un incontro causale con un uomo dai comportamenti diversi dal suo modo d’intendere la vita, perde la sua sicurezza e piega la sua esistenza alla novità. Ed è nel corso del racconto che i due si scoprono, rivelando le loro vite precedenti ed è proprio in queste storie nella storia che il romanzo matura fino a giungere all’epilogo finale che annullerà l’idea di amicizia alla quale la protagonista si era aggrappata per poter far fronte a un sentimento che, ben sapeva, avrebbe potuto, col suo crescere, sconvolgere definitivamente la sua esistenza”.

La copertina del libro di Silvana Puschietta
Perché hai sentito l’esigenza di scriverlo?
”Mi sono avvicinata alla scrittura con molta modestia, in quanto non avevo mai pensato fino a quattro anni fa di esserne capace. Il mio lavoro mi aveva portato a scrivere su argomenti tecnici e di cronaca in lingua inglese. Mi occupavo di marketing della comunicazione all’interno di un’azienda multinazionale. Altra cosa è scrivere romanzi o poesia. Dopo essere andata in pensione, ho iniziato a scrivere, pensando di lasciare a mia figlia degli scritti sulla vita della nostra famiglia. Un giorno però, con davanti il mio solito bloc-notes, che sempre mi porto dietro, ho iniziato a scrivere l’incipit di ‘Amicizia rubata’ e da quel momento la scrittura mi ha rapito e non ho più smesso”.
Ci sono elementi autobiografici nel libro?
”Sì, naturalmente. Più che autobiografico direi delle emozioni, dei luoghi che hanno fatto parte del mio percorso di vita. Ho attinto un po’ qua e un po’ là. Ho raccolto in questo libro storie mie, di amici e di familiari. Ti posso dire per esempio che le sedie verdi delle Tuileries a Parigi dove Myriam e Cristoforo si siedono e provano il piacere dello stare accanto scaldati dal sole, ebbene, io quella bella sensazione l’ho provata con accanto mio marito anni fa. Poi il pezzo dove descrivo Myriam che in macchina va verso la sua terra d’origine…, là c’è tutta la mia nostalgia per la mia cara Liguria. Per concludere ti dico che di autobiografico ci sono senz’altro le emozioni e i luoghi. I protagonisti li ho fatti muovere all’interno di un mondo da me vissuto e tante volte sognato”.
Dove l’hai presentato?
”L’ho presentato in alcune librerie della regione dove vivo: la Lombardia. Sono stata presente alle fiere della micro-editoria di Chiari (in provincia di Brescia), Modena e Milano”.
Come è stato accolto dai lettori?
”In linea di massima, direi bene. Ho ricevuto tanti complimenti, soprattutto da donne che in Myriam, la protagonista, ritrovavano loro stesse. Molte di loro m’hanno detto che il finale è stato una pugnalata al cuore, altre che era il finale più logico per non cadere nel banale. Comunque è stato letto con passione e apprezzato”.
Chi fosse interessato al volume, a chi si dovrebbe rivolgere e come?
”Il libro lo si può trovare in diverse librerie fiduciarie del mio editore (Senso Inverso Edizioni di Ravenna), su diversi siti Internet di vendita libri (La libreria universitaria, IBS) e direttamente dall’editore tramite il sito www.sensoinversoedizioni.it “.
So che scrivi anche poesie. Quando nasce la tua passione per la scrittura lirica?
”Se la scrittura è stata una sorpresa per me, la poesia lo è stata ancora di più. Solitamente coloro che scrivono poesie hanno iniziato a scriverle fin dalla loro giovane età. Io al contrario non ho mai avuto una vena poetica. Tutto è iniziato più o meno in contemporanea con la scrittura di storie.
Ricordo che i primi versi li ho messi giù viaggiando in treno in novembre sulla costa ligure e la tristezza delle spiagge deserte, il mare mosso e il mio stato d’animo infelice del momento misto all’eccitazione che provo ogni volta che ritorno nella mia terra, hanno fatto un bel cocktail e così ho scritto i primi versi della mia vita. Poi anche per la poesia è stato tutto un crescendo, una fissazione, direi. Ogni volta che il mio cuore sussultava per un’emozione, per una notizia, per un affetto, mi veniva spontaneo scrivere in versi. Poi ci sono stati gli amici di Facebook con i loro commenti benevoli che m’hanno dato l’entusiasmo per continuare e rendere pubblici i miei lavori. Ora per me è naturale. A volte scrivo due-tre poesie in un solo giorno…”.
Continua…
“Mi chiamano ‘la poetessa dal cor gentile’. Io ci rido sopra, smitizzo, non vorrei mai cadere nel peccato di vanità. Una cosa però sta avvenendo, sto cominciando a credere in me, ma sempre con molta molta modestia. Anche questa intervista mi sembra troppo per la mia persona! Le mie poesie sono tutte in rete, su Facebook e su dei Blog. Sento che sia giusto donarle per dar modo a chi mi legge di farsele loro e di emozionarsi. E’ come donare un po’ di se stessi”.
Qualcosa hai pubblicato in alcune antologie. E’ vero?
”Alcune mie poesie sono entrate in un’antologia uscita a settembre 2011 intitolata Poetica-mente. Ci sono tanti altri autori, soprattutto donne, ed è per me gratificante essere fra di loro. Alcune mie poesie vengono scelte e pubblicate sul blog ‘Panorama Donna’. Da qualche mese sono sempre fra le prime dieci più lette. L’ho detto: la mia scrittura è dedicata alle donne. Un’amica giorni fa mi ha detto: ‘Tu sai leggere nel cuore delle donne’. Quasi, quasi ci credo!”
Nelle scorse settimane hai pubblicato un breve racconto su un’antologia. Me ne parli?
“Sì, è vero. E’ uscito a dicembre 2011 un mio racconto intitolato ‘L’incontro’ su una antologia dal titolo ‘Paesaggi letterari’ della Historica. E’ uno spaccato di vita vissuta. L’incontro con un’amica di gioventù dopo trentacinque anni. E’ solo emozione”.
Chi sono i tuoi poeti preferiti e perché?
“Alda Merini. E’ poetessa del dolore e della trasgressione. Ha vissuto una vita di stenti e con grande coraggio è andata contro al perbenismo dell’epoca. E’ stata una grande guerriera. Ogni sua poesia è per me fonte di meditazione. E poi Pablo Neruda. E’ il poeta della passione. Se dovessi abbinare un colore per lui, direi il rosso e per l’Alda direi il nero. Amo i poeti che cantano della mia terra, la Liguria: Montale, Sbarbaro, Sanguineti”.
So che ami molto la musica jazz. Chi sono i tuoi autori prediletti?
”Trovo che il jazz caldo sia una musica melanconica e sensuale. Mi piace ascoltare le grandi interpreti: Schuur, Simone, Holyday, Merrill, Vaughan e sdraiarmi ascoltando il suono del piano di Peterson, la tromba di Baker e di Davis e il sax di Getz. Raggiungo poi il massimo del piacere quando ascolti in trio Jarrett, Peacock e De Johnette. Li adoro”.
Sei una strenua ambientalista. Come dimostri, concretamente, questa sensibilità del tuo carattere?
“Nel mio modo di vivere e di far vivere chi mi è accanto. Preferisco andare a piedi o in bici. Acquisto sempre frutta e verdura coltivate biologicamente. Mi rivolgo ad aziende autorizzate per fare acquisti via internet di tessuti, creme, detersivi, olio… Collaboro con due amiche giornaliste che scrivono sul blog www.esseresostenibili.it . Per concludere, cerco di vivere la mia vita in modo eco-sostenibile”.
Quali sono i tuoi migliori pregi?
”La perseveranza”.
E i tuoi difetti?
”La timidezza”.
Che genere di libri ami leggere?
“Preferisco la scrittura femminile: Allende, Yourcenar, Duras, Maraini, Lessing, Gordimer.
Gli scrittori israeliani contemporanei: Oz, Grossman, e Yehoshua e il mio adorato Calvino”.
Se fossi una scrittrice famosa chi vorresti essere e perché?
”Vorrei essere la Yourcenar, per la sua elevatura letteraria”.
Sei nativa di Sanremo, la culla della musica italiana. Come giudichi, globalmente, la kermesse canora per antonomasia?
”L’hai detto tu: è una kermesse di musica prevalentemente scadente, salvo qualche eccezione. E’ una grande fabbrica pubblicitaria dove tutti i cantanti vogliono apparire e non essere. Solitamente do sempre uno sguardo alla Tv all’inizio della rassegna, perché fanno vedere immagini di Sanremo, la mia città e io sono una inguaribile romantica”.
Cosa pensi dell’Italia di oggi?
”In questi ultimi mesi il nostro Paese ha acquistato credibilità. Presidente e ministri sono persone serie e autorevoli. E’ come se stessimo vivendo un periodo di pausa, di respiro dalla sequela di scandali, per poi, temo, ripiombare nel caos dei partiti. Non credo nei nostri politici. Sono delusa da tutti. Sono arrivata al punto di non voler più sentire i dibattiti politici; ne sono nauseata. E poi l’amoralità e le ruberie; la classe politica è sinonimo di ladri. Cosa vuoi che ne pensi? Speriamo di venirne fuori da questa tremenda crisi economica! E speriamo che non tornino più certi loschi individui”.
Come giudichi i giovani italiani?
”I giovani italiani sono i figli della generazione del benessere e della perdizione. Sono cresciuti con tutte le comodità, hanno studiato e ora sono fuori dal mercato del lavoro. Un castello di carte, che sta crollando giorno dopo giorno. I più fortunati se ne vanno all’estero. Penso che ai miei tempi quando uscivi dalle classi superiori con una buona votazione (non dall’università) le aziende ti chiamavano a casa per fare i colloqui e noi potevamo permetterci il lusso di scegliere, di rifiutare.
Una grande utopia, oggi”.
Secondo te, qual è lo stato di salute della Cultura (con la C maiuscola) nel nostro Paese?
”C‘è sempre una buona cultura nel nostro Paese, siamo un popolo di grandi menti. La crisi ha però messo in crisi gli Enti, l’editoria, il cinema, il teatro… E il rischio anche qui è che più nessuno investa nei nostri autori”.
Quali sono, secondo la tua ottica, le luci e le ombre di internet?
”Internet è lo strumento di comunicazione col mondo intero e io non ne potrei più fare a meno.
Ci vuole, però, la testa per usarlo…, come in tutte le cose, d’altronde”.
Quali sono i tuoi prossimi progetti editoriali?
”Bella domanda. Dopo il primo libro, ho scritto alcuni racconti brevissimi che sono stati pubblicati in antologie. Da alcuni mesi ho iniziato a scrivere un nuovo romanzo. Un’idea molto ambiziosa, ci sto lavorando nei tempi liberi dall’impegno che ho preso con il mio nipotino: Simone, un amore infinito. Anche questo libro parlerà di donne. L’idea è nata da una visita al paesino di Triora (il paese delle streghe) nell’alta Valle Argentina, in Liguria. Parlerò di donne che hanno subito la tortura per stregoneria, per arrivare ai giorni nostri con la protagonista, una scrittrice di mezza età che scopre un segreto della sua vita, mai rivelato prima. Il tempo purtroppo è tiranno, e passa troppo veloce. Non so quindi quando riuscirò a completare questa mia opera. Speriamo, presto!”.
MICHELE BRUCCHERI







#1 di Francesco il 15 febbraio 2012
Ottima intervista per una scrittrice di grande talento. In rete ho letto molte delle sue poesie e le trovo molto belle. Complimenti. Francesco
#2 di Simona il 14 febbraio 2012
Quali sono, secondo la tua ottica, le luci e le ombre di internet?
”Internet è lo strumento di comunicazione col mondo intero e io non ne potrei più fare a meno.
Ci vuole, però, la testa per usarlo…, come in tutte le cose, d’altronde”.
Questo è un passaggio molto importante di questa bella e interessante intervista… GRAZIE!!!
#3 di MARISA il 14 febbraio 2012
Una bella intervista. Domande precise e risposte intelligenti di una scrittrice di grande talento.
Mi incuriosisce e cercherò di approfondire meglio al più presto. Grazie Michele per questa segnalazione e grazie Silvana per tutto il tuo nuovo percorso culturale.
MARISA
#4 di Serenella il 14 febbraio 2012
“Ho voluto descrivere come con la casualità degli incontri, la vita di una persona possa essere stravolta. Ho preso come personaggio principale una donna di mezza età, che realizzata negli affetti familiari e sul lavoro, a seguito di un incontro causale con un uomo dai comportamenti diversi dal suo modo d’intendere la vita, perde la sua sicurezza e piega la sua esistenza alla novità. Ed è nel corso del racconto che i due si scoprono, rivelando le loro vite precedenti ed è proprio in queste storie nella storia che il romanzo matura fino a giungere all’epilogo finale che annullerà l’idea di amicizia alla quale la protagonista si era aggrappata per poter far fronte a un sentimento che, ben sapeva, avrebbe potuto, col suo crescere, sconvolgere definitivamente la sua esistenza”.
Trovo interessante la trama. Sarà un libro interessante: grazie.
Serenella