
Michele Bruccheri
L’EDITORIALE/1. Un patto sociale tra le istituzioni del Nisseno
Ci vuole un’alleanza tra tutte le istituzioni del territorio. Una sinergia di sguardi per alimentare la speranza, per guardare oltre, in alto e con fiducia. Tutti, coralmente, dovremmo amare e rispettare di più il nostro territorio. Farlo crescere. Ci vuole una seria collaborazione tra le varie energie pulite del Nisseno, per fronteggiare le varie questioni. Ciascuno faccia la sua parte.
Ovviamente, prima va riconosciuta la malattia e poi trovata la cura. Dopo verrà la speranza. Politica, imprenditori e società civile siglino, finalmente, una vera alleanza per rilanciare questa zona. Per cercare e trovare i fondi necessari. In terra di mafia, il rischio di manovalanza criminale è elevato e reale.
Bisogna fornire adeguati strumenti culturali alle nuove generazioni. Ma bisogna fare qualcosa di concreto per la famiglia nissena che è in crisi. Non c’è progettualità in favore di essa, oggi. Bisogna lavorare insieme, recuperare la “cultura” del lavoro insieme. Riflettere insieme.
La provincia di Caltanissetta è depressa e sempre più depauperata. Mortificata. La felicità dipende dalla qualità delle relazioni sociali, da una bella comunità. Se non si appoggia la famiglia, la società è in crisi. Bisogna, dunque, creare rete. E puntare seriamente, concretamente, veramente sullo sviluppo sociale e relazionale. Investire sui giovani. Investire sull’umanità di questo territorio che dispone di belle intelligenze. Chi ha responsabilità decisionali aiuti questo lembo di terra.
Ci vuole un lavoro culturale, si rende necessaria una sfida educativa. Dobbiamo capire se questa comunità nissena sta crescendo oppure no. La condizione giovanile è lo specchio del disfacimento sociale. Vanno isolati gli atteggiamenti mafiosi. Bisogna riunire le migliori intelligenze del Nisseno. Stare insieme si può e si deve. Solo così si può creare qualcosa di buono e di positivo. Ciascuno faccia la sua preziosa parte. Bisogna riannodare i fili spezzati, tessere la tela. Costruiamo il futuro a partire da oggi. La speranza è possibile. Dipende soltanto da noi, da tutti noi.
Nei mesi scorsi ho partecipato ad un importante convegno e un relatore ha asserito che nel Nisseno, oggi, c’è indifferenza e rassegnazione. La diagnosi mi sembra, purtroppo, giusta. Dobbiamo vincerle, però. Con l’impegno di tutti. Con il sacrificio di tutti. Dobbiamo diventare luce e sale di questa porzione di territorio. Costruire ponti e strade, come ha sostenuto opportunamente il vescovo della diocesi di Caltanissetta, Mario Russotto, in quel meeting, tra l’altro disertato da molti soggetti istituzionali. Ponti e strade per raggiungerci tutti.
Ci vuole quindi un patto sociale tra le varie istituzioni, tra le diverse agenzie formative. Uniti si può nutrire la speranza e il futuro. E bisogna partire, a mio avviso, dai giovani. Una salubre ventata di speranza è possibile.
MICHELE BRUCCHERI







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