DECIMA GIORNATA DEL MINATORE A SERRADIFALCO


Un momento della Giornata del Minatore

Un momento della Giornata del Minatore

IL RICORDO. Iniziativa promossa dall’Amministrazione comunale e dalla Pro loco. Il sindaco Giuseppe Maria Dacquì: “Abbiamo in mente di realizzare un museo”. Il prefetto Umberto Guidato: “I minatori hanno danno molto a questa terra”

Ricordare per non dimenticare. Ricordare per nutrire la memoria. Ricordare per coltivare il passato di un paese, Serradifalco, “paese delle miniere e delle tradizioni”. La decima edizione della Giornata commemorativa del Minatore, promossa dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Maria Dacquì e dalla Pro loco presieduta da Piera Iannello, è stata all’insegna della sobrietà per ricordare, sostanzialmente, il passato di un paese che vanta un pregevole patrimonio minerario. Nel corso degli anni, quasi un migliaio di persone del piccolo centro del Vallone ha lavorato nei siti zolfiferi e dei sali potassici. Anni di dolore e sofferenza, lutti e disperazione, ma anche – è il rovescio della medaglia – di progresso sociale, culturale ed economico.
Un corteo, numeroso e partecipe, fatto di autorità e di cittadini, si è mosso dal palazzo municipale per approdare al Monumento al Minatore per la deposizione di una corona in memoria degli zolfatari morti in miniera. Il rito è stato officiato dal sacerdote Diego Trupia. La moltitudine di persone, giunta presso il palazzo comunale Mifsud di via Duca, dopo l’inaugurazione della mostra mineraria, ha vissuto un lungo ed intenso momento di riflessione. A coordinare i lavori della manifestazione il giornalista Michele Bruccheri. Tra le varie autorità, il prefetto di Caltanissetta Umberto Guidato, il capitano e il maresciallo dei carabinieri (comandante della locale stazione), rispettivamente Domenico Dente e Salvatore Rapacciuolo, padre Vincenzo Sorce di Casa Famiglia Rosetta, assessori e consiglieri comunali, la dottoressa Piera Mistretta (segretario comunale). Presenti molti ex minatori e i loro familiari.

Le autorità alla Giornata del Minatore

Le autorità alla Giornata del Minatore

Il sindaco Giuseppe Maria Dacquì, visibilmente soddisfatto e commosso per la folta partecipazione, ha ricordato le origini minerarie di Serradifalco: “Tante miniere nel territorio, nel nostro paese e nei dintorni. Grazie per la vostra partecipazione numerosa e sentita. Nella mostra vi è l’esposizione di minerali e di strumenti legati al mondo delle miniere. Abbiamo in mente di realizzare un museo, che sia il luogo della memoria conservata”. Il capo dell’amministrazione comunale regala ai presenti un sorso di memoria letteraria, leggendo una breve novella di Luigi Pirandello. Il saluto istituzionale del prefetto è intriso di gratitudine e di sensibilità. Per l’invito del sindaco Dacquì e per la toccante iniziativa commemorativa promossa. “Si ricordano i minatori – evidenzia – che sono stati molto importanti per questo territorio. Svolgevano un lavoro pesante in una triste realtà. Va ricordato il loro impegno e il loro sacrificio. Hanno dato molto a questa terra. Complimenti anche per la mostra”.
La serata è arricchita da un vibrante reading poetico. Il primo a declamare i suoi versi è il serradifalchese Angelo Lamantia che recita “Lu surfararu e la matri Addulurata”. Il ritornello del canto è: “O matri addulurata / fammilla fari sta iurnata. / O matri addulurata / fammi turnari stasira a la casa. / Matri miraculusa / nni lu ma cori ti tignu ngnusa”. La Madonna Addolorata è la compatrona del paese, nonché la protettrice dei minatori.
Antonino Palermo (presidente del comitato dei minatori di Serradifalco) “scatta” una foto-ricordo ripercorrendo, con la sua testimonianza, alcuni momenti del passato. A seguito della chiusura delle miniere di zolfo, nel 1986, lui, assieme ai professori Galletti e Panvini, tra gli altri, si dedicarono alla ricerca di materiale legato a quel mondo e alla divulgazione, in diversi modi, della cultura zolfatara. Vennero realizzati alcuni progetti. Dal Monumento al Minatore all’acquisizione di materiale fotografico e cinematografico. Per la realizzazione di un video ci vollero ben due anni. E poi la Giornata della Memoria. “Bisognerebbe fare un museo”, chiosa. Sottolinea il valore della miniera che oltre ad aver dato lutti, comunque “ha consentito un grande progresso economico e sociale, ma anche uno scambio culturale soprattutto per le realtà dell’entroterra siciliano”.
Carmela D’Amico, poetessa di Villarosa (Enna) e figlia di minatore, recita i suoi versi dal titolo “Carusu di li tenebri”. A ruota, declama i suoi versi la poetessa di San Cataldo, Maria Concetta Naro protagonista con “Carusi” e “A prijera di lu surfararu”.
Il presidente dell’associazione “Amici della Miniera” di Caltanissetta, Mario Zurli, rammenta la sua lunga attività nel sottosuolo e all’esterno. Lui conobbe i “carusi” e il duro lavoro che facevano. Sollecitato dal presentatore, ricorda con nitore anche aneddoti ed episodi. Il professor Zurli snocciola, inoltre, alcuni numeri. Nel massimo splendore vi erano presenti, in Sicilia, ben 840 miniere attive e vi lavoravano quarantamila minatori. Ripercorre con dovizia di particolari l’epopea zolfifera-mineraria, l’incontro tra agricoltori e minatori, narra spaccati della vita mineraria con delicato pathos. “Il mio è stato un grande amore per la miniera. I miei primi quattro anni in Sicilia, da scapolo, ho dormito nelle grotte della miniera. La nostra associazione è nata per non dimenticare”, conclude, guadagnandosi un caloroso applauso.
Interviene anche il dottor Alessandro Rizzo, che ricorda il ruolo centrale dei medici del paese, in quel periodo, in favore dei minatori: “Siamo stati sempre disponibili. Abbiamo servito la comunità con orgoglio e senso di responsabilità”. Un flash per non dimenticare. Per ricordare. Un flash per non dimenticare le proprie radici e il proprio paese. Il poeta ed ex zolfataro Giuseppe Cordaro recita i suoi versi ”Facimmu un comitatu di carusi, parlammuni a lu Signuri”, dopo aver narrato il suo percorso umano e culturale.
Ad arricchire il puzzle della memoria, il giovane urbanista Damiano Gallà che anni addietro, con una tesi di laurea presso l’Università di Architettura di Palermo, nel corso di laurea di pianificazione territoriale, urbanistica ed ambientale dal titolo “Evoluzione della strategia urbana di Caltanissetta tra l’800 e il ‘900”, presenta il suo imponente studio inerente il patrimonio minerario nisseno.

Foto di gruppo alla Giornata del Minatore

Foto di gruppo alla Giornata del Minatore

Con l’ausilio di un supporto multimediale su maxischermo e con dei pannelli espositivi situati nella sala conferenze, descrive quel mondo delle miniere purtroppo soggetto, sovente, all’oblio e all’abbandono ma che rappresenta, in maniera chiara e incontrovertibile, l’identità vera di una parte della Sicilia, soprattutto centrale. Numerosi siti minerari sono purtroppo inutilizzati, eppure sono stati importanti e potrebbero, se adeguatamente valorizzati, configurarsi come un vero e proprio volano dal punto di vista squisitamente turistico ed economico.
“Il patrimonio si va distruggendo e corriamo il rischio – dichiara senza peli sulla lingua – di non avere più nulla di materiale di quel mondo. Bisognerebbe attivare una serie di misure”. Indubbiamente, puntare sull’archeologia industriale prima che gli atti di vandalismo distruggano ulteriormente e vieppiù quel patrimonio importante. Recuperare poi i siti minerari dismessi e diffondere tutto ciò che riguarda le miniere del nostro territorio nisseno.
Prima del gustoso buffet al piano inferiore dell’edificio comunale, vengono premiati dalle autorità (dal prefetto, dal sindaco, dal capitano dei carabinieri e dalla presidentessa della Pro Loco) i minatori del decennio 1944-1954. Sono: Gaetano Latona, Leonardo Ba-iera, Giuseppe Caltagirone, Antonino Favata, Calogero Insalaco, Andrea Cumbo, Calogero Lopresti, Tommaso Lonobile, Rosario Montante, Vincenzo Tumminelli, Stefano Cino, Giovanni Genco, Giovanni Tabone, Gioacchino Difrancesco, Giuseppe Fortino, Andrea Giarratano, Gaspare Lattuca, Gioacchino Rizzo, Giuseppe Gruttadauria, Mansueto Letizia, Vincenzo Lombardo, Pietro Lombardo, Calogero Pera, Leonardo Pelonero, Michele Rizzo, Salvatore Ristagno, Antonino Divincenzo e Giorgio Genco.
Una giornata commemorativa sobria e solenne, intensa e memorabile per ricordare i tanti minatori che hanno fatto crescere il tessuto socio-economico e culturale di questo lembo di terra. Un doveroso omaggio da parte delle istituzioni che hanno coltivato quella pianta della memoria, scrivendo una bella pagina.

MICHELE BRUCCHERI

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