ORSA


LA POESIA. Fa parte della terza silloge ed è stata scritta successivamente alla morte della prima moglie, Giuseppina Miccichè

Orsa che guidi l’uomo sulla terra
e vai randagia per gli spazi immensi
fra bagliori di luci e notti fonde
concedimi trovar la donna mia
perduta nella tenebra profonda.

Sento la luce opaca della sera
fioca lanterna ai passi pellegrini
nell’incerto cammino fra le stelle
ancor che il tempo breve non permise
affidarle il viatico del Pane.

Or questo voglio che lassù la guidi
e spedita raggiunga la dimora
dove luce non c’è del nostro sole
all’anima fanciulla ma splendore
d’amore e son trastullo le comete.

 Salvatore Galletti

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