CALTANISSETTA, INAUGURATA LA NUOVA SEDE CENTRALE DELLA BCCN


IL REPORTAGE. Alla cerimonia presenti numerose autorità politiche, civili e militari. Sopranzetti (Banca d’Italia): “È un’iniziativa meditata e molto importante questa del restauro. È inquadrata nell’ambito della logica di compatibilità di bilancio. La Banca fa bene gli interessi del territorio”. Il presidente Giuseppe Di Forti ringrazia

Benedizione all'inaugurazione della sede centrale della BCCN

Benedizione all'inaugurazione della sede centrale della BCCN

Nel suggestivo e prestigioso Teatro Margherita di Caltanissetta si celebra solennemente un evento storico e importante. La Banca di Credito Cooperativo del Nisseno, guidata dal presidente Giuseppe Di Forti, inaugura la nuova sede centrale dell’istituto bancario che si trova ubicata nel maestoso palazzo delle ex Poste. Per l’occasione è stata organizzata una manifestazione di notevole spessore. Sobria ed articolata. Alla presenza delle più alte autorità civili, politiche e militari di respiro provinciale, regionale e nazionale.

Lo “scrigno”, come viene definito opportunamente il teatro nisseno da parte del presidente Di Forti, ospita il Consiglio d’Amministrazione della BCCN e la compagine sociale per vivere, da protagonista, un passaggio memorabile e di grande impatto emotivo. “Per fare piccoli passi, ci vogliono grandi sogni – esordisce Michele Campisi, sindaco del capoluogo nisseno -. Valorizzate, come sempre, il territorio. Auguri di cuore a tutti”. Matteo Scognamiglio, soprintendente ai Beni culturali ed ambientali di Caltanissetta, rammenta che “abitiamo già quell’immobile” che ha valore istituzionale. Ne elogia la nuova grandiosità e l’eclettismo ottocentesco, ma soprattutto “l’accurato restauro da parte dell’ingegnere Manlio Averna. Con questo intervento viene rivalutato, oggi, anche il centro storico della città”. E del parterre di alto rango fa parte anche l’avvocato Antonio Albano (presidente della Federazione siciliana delle Banche di Credito Cooperativo) che nel dare il saluto dell’organismo che presiede, chiosa: “Con questo progetto si dimostra di avere uno sguardo lungo”.

Le parole del dottor Giuseppe Sopranzetti (direttore della filiale di Palermo della Banca d’Italia) sono importanti, di grande rilevanza e di profondo apprezzamento. Dopo aver ammesso che “stiamo uscendo, a livello generale, da uno dei momenti di crisi tra i più gravi di sempre”, encomia l’istituto bancario presieduto da Giuseppe Di Forti: “Non ha avuto paura dei numeri. Ha dimostrato consapevolezza ed ha saputo guardare, con fiducia, al futuro. Fa gli interessi del territorio. E anche questa importante operazione del restauro risulta un’iniziativa meditata. E si inquadra nella logica della compatibilità di bilancio. C’è fiducia nel fare e nelle azioni”. Il presidente della BCCN ringrazia pubblicamente per “il solenne attestato di stima”. Si tratta, in effetti, di parole di grande caratura. Interviene il prefetto di Caltanissetta, Umberto Guidato, che ritiene il restauro e l’inaugurazione della nuova sede bancaria “un momento importante per la collettività. La Banca è nel territorio e per il territorio. Esprimo il mio più profondo apprezzamento e l’augurio di ulteriori successi”.

Con straordinaria padronanza oratoria, a braccio, il presidente Giuseppe Di Forti ripercorre i passaggi salienti del progetto. Dapprima esterna i suoi sentimenti “di orgoglio e felicità, ma anche di entusiasmo, per la vostra presenza”, rivolgendosi a tutti i presenti. “Oggi si realizza un sogno”, aggiunge soddisfatto. Pubblicamente ringrazia l’ingegnere Manlio Averna, progettista e direttore dei lavori dell’immobile che diventa sede centrale della Banca di Credito Cooperativo del Nisseno. Sottolinea la proficua sinergia tra pubblico e privato, apprezza le doti si sensibilità dell’onorevole Alessandro Pagano per il ruolo avuto nell’operazione e rimarca: “La nuova sede è un gioiello per la città di Caltanissetta”. Agli inizi, il percorso restaurativo aveva avuto qualche difficoltà. Al vaglio della magistratura, l’operazione è stata definita trasparente e regolare. Insomma, non mancano mai gli ostacoli da affrontare e da superare. Dopo i dettagli tecnici dell’opera restaurata, il presidente Di Forti evidenzia: “Rimarremo nelle nostre piazze di riferimento. La nostra Banca è vicina alla gente e al territorio. Raccogliamo e doniamo fiducia. Abbiamo un secolo di attività. Ringraziamo i soci, i clienti e le istituzioni. La fiducia viene da lontano e andrà lontano. Finanziamo le microimprese, contribuiamo alla crescita morale, culturale, sociale ed economica. Oggi questo bene splende e diamo una mano a Caltanissetta”.

La platea alla manifestazione della BCCN

La platea alla manifestazione della BCCN

Una Banca, dunque, a misura d’uomo, con l’anima. Il mondo cooperativo ha un cuore che batte ed è sempre vicino alla persona: “Diamo forza al territorio – soggiunge il presidente della BCCN -. Siamo artigiani del credito”. Ringrazia, tra gli altri, il personale della Banca e conclude: “Si pongono le basi per un’ulteriore crescita di sviluppo. E vorrei ringraziare il nostro direttore generale Michele Augello per il suo pregevole lavoro”. Poi, c’è da registrare l’appassionato e lucido intervento dell’avvocato Alessandro Azzi (presidente della Federazione nazionale delle Banche di Credito Cooperativo): “Esprimo vivo apprezzamento per ciò che la BCCN ha saputo fare nel tempo. Oggi, con questo progetto, si è protagonisti. Un ruolo di primo piano. La Banca si muove nella logica di missione di servizio. Nel presidente Di Forti ho sempre riscontrato, per l’istituto bancario che guida, brio, entusiasmo ed orgoglio. Quello odierno non è un evento aziendale, ma sociale. Una Banca che promuove dal punto di vista morale, culturale ed economico la comunità locale e i soci, ovviamente. La Banca cresce facendo crescere la comunità. Sostiene l’economia, la famiglia, le imprese”. Per il presidente Alessandro Azzi va sempre preservata l’identità del mondo cooperativo che poggia su quattro solidi pilastri: la cultura del servizio, il controllo del credito, il consenso di suscitare con i soci del territorio la coesione nei valori e guardare al futuro con ottimismo. Solo così la comunità “avrà molti benefici”. Il presidente Giuseppe Di Forti elargisce un medaglione che la BCCN ha commissionato e poi gli dona, togliendola dal bavero della sua giacca, una medaglia personalizzata con tredici brillantini.

L’onorevole Alessandro Pagano, componente della Commissione parlamentare Bilancio e Finanze della Camera dei Deputati, all’epoca dell’operazione era assessore regionale. In virtù del suo tenace impegno politico e istituzionale favorì quell’intesa. “E’ un onore, per me, essere qui oggi – dichiara all’evento inaugurale -. Siamo grati alla visione antropologica del movimento del credito cooperativo”.

Il suo intervento è un’analisi dettagliata, dal punto di vista squisitamente economico e sociale. Parla dell’Italia che cresceva, sino al 1974. Poi, avviene “il doping dell’economia”. Spiega che al pensiero, segue sempre un’azione. Si sofferma brevemente sul nuovo sistema etico e che “bisogna avere una conoscenza reale del territorio per trovare efficaci soluzioni”. E completa il suo ragionamento, in riferimento all’iniziativa: “Questo non è soltanto un momento celebrativo. Grazie a questa manifestazione, oggi, possiamo mettere in evidenza i punti di forza. Con l’assistenzialismo si depauperano le risorse e creano una mentalità di non sviluppo. Bisogna invece investire bene. Il movimento del credito cooperativo crea concretamente sviluppo socio-economico”.

C’è da registrare il contributo dell’assessore regionale alle Attività produttive, Marco Venturi, il quale punta sulle opere strutturali per creare serie condizioni di sviluppo. “Con questo restauro conservativo – continua – è avvenuta una riqualificazione del centro storico. La BCCN è una piccola-media banca che sta vicino alle aziende e alle famiglie. Questa esperienza tra pubblico e privato andrebbe estesa anche ad altri immobili di Caltanissetta. E in generale dico che bisogna mettere le basi sul versante infrastrutturale. Bisogna creare una nuova politica industriale per lo sviluppo della nostra terra. Capire su cosa si vuole crescere e come”.

Il presidente Giuseppe Di Forti, poi, legge un messaggio dell’assessore regionale alla Famiglia, Caterina Chinnici, assente per improvvisi impegni istituzionali. Sostanzialmente, il magistrato esprime vivo apprezzamento “per questa grande risorsa del territorio impegnata nella promozione della persona e delle imprese per la crescita della collettività. Caltanissetta è riconoscente alla Banca di Credito Cooperativo del Nisseno. Auguro alla Banca nuovi successi”.

L’intervento assembleare conclusivo è affidato all’onorevole Gianfranco Conte, che è presidente della Commissione parlamentare Finanze della Camera. Anche lui fa, dapprima, un’analisi generale dal punto di vista politico, sociale ed economico, per concludere: “I grandi istituti di credito, ormai, tornano alla politica del territorio. Bisogna dare risposte al territorio. E in questo senso, il ruolo sociale del movimento cooperativo è molto importante. Questo è il momento della responsabilità. A mio avviso, deve cessare il mito dei diritti e deve aprirsi, in generale, lo spazio dei doveri”.

Dinanzi a telecamere, fotografi e giornalisti, oltreché del pubblico delle grandi occasioni, avviene poi il taglio del nastro tricolore. È presente il parterre istituzionale del teatro Margherita, mentre a curare il rito di benedizione è il sacerdote Gaetano Canalella. La gente, ordinata e incantata, ammira gli ambienti della nuova sede inaugurata. Un vero e proprio gioiello.

Dunque, l’imponente struttura è abitata per la metà dalla Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Caltanissetta; l’altra parte, invece, diventa la sede centrale della Banca di Credito Cooperativo del Nisseno che ha, con acuta lungimiranza, siglato quell’intelligente patto. Un immobile edificato nel 1934, che ha una capienza di 3.500 metri quadri. Il progettista Averna si è mosso nell’ambito della logica conservativa. Il presidente Giuseppe Di Forti, nel corso della sua ricostruzione pomeridiana, tra le altre cose, aveva informato della scoperta dell’archeologo. Si tratta di una cripta del 1842 per seppellire un resto umano. Aveva, inoltre, riferito di un pavimento esagonale del 1600: “una scoperta interamente cristallizzata”. Insomma, quello scrigno di inestimabile valore e bellezza porta con sé un pezzo di storia.

Dopo la visita dei numerosi locali, nella piazza attigua – con sottofondo musicale -, il rinfresco. La macchina organizzativa è stata coordinata brillantemente da Michele Calà.

Michele Bruccheri

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