SOMMATINO, NASCE ITALIA DEI VALORI


Intervista all’ex consigliere provinciale Filippo Falcone, che ne è il promotore.

Filippo Falcone

Filippo Falcone

È stato per un decennio consigliere provinciale nelle file dei Ds. Un lungo impegno sul fronte politico, ma anche culturale. Ha infatti pubblicato numerosi saggi storici, articoli e poco tempo addietro pure un interessante film-documentario sull’Italia negli anni ‘70. Ed è stato presentato, nei giorni scorsi, a Torino nell’ambito della rassegna “Piemonte Movie”, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema e Rai Commission, con ospiti del calibro di Ettore Scola.
Stiamo parlando di Filippo Falcone, che dopo una breve pausa ritorna all’impegno politico con l’adesione all’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. L’abbiamo intervistato per saperne di più.

Italia dei Valori nasce anche a Sommatino, vero?
“Sì. Abbiamo già aperto le iscrizioni. Nella prima fase, fino al congresso, il partito sarà seguito, oltre che da me, dal consigliere comunale Alessandro Di Bartolo e da Angelo Bonsignore”.

Quali sono state le valutazioni che hanno spinto uno come lei, che viene da una cultura di sinistra, ad aderire all’Italia dei Valori?“Italia dei Valori costituisce, ad oggi, l’unica vera opposizione nel Paese, a tutti i livelli. Basti pensare che i suoi pochi parlamentari svolgono un’azione ben più incisiva di quelli del Pd. Per questo motivo, penso che l’Italia dei Valori, nei prossimi appuntamenti elettorali, andrà ben oltre il 10 per cento dei consensi”.

Qual è la situazione a livello regionale e locale?
“Oggi l’Italia dei Valori è un partito di oltre 50 mila iscritti in Italia (veri e non gonfiati), ma va fatto uno sforzo di strutturazione nel territorio. Anche dalle nostre parti. C’è la necessità, specie in Sicilia, di una politica della moralità, considerata l’avanzata della depravazione e della degenerazione non solo berlusconiana ma estesa a gran parte dei vari livelli nel nostro Paese e nella nostra regione”.

Copertina del libro di Filippo Falcone

Copertina del libro di Filippo Falcone

Considerate le sue ultime forti prese di posizione contro l’esecutivo comunale di Sommatino, guidato da Salvatore Gattuso, può spiegarci cosa sta avvenendo sotto l’aspetto politico ed amministrativo nel suo paese?
“Io aggiungerei anche la gravità sotto gli aspetti economici e sociali. Il paese è quasi in una sorta di loculo cimiteriale. Vale a dire, alle porte di una morte sociale – come scrivo nel mio prossimo libro Sommatino in mutande – in uscita ad aprile. Va al più presto posto rimedio, imboccando una strada di risanamento, di servizi essenziali e di ripresa di ossigeno. Il sindaco Gattuso non può, come in un giradischi rotto, ripetere (lo fa ormai da tre anni): “Sordi nu ci nnè”. Questo lo sapevamo tutti, già in campagna elettorale. Che il Comune era alle porte di un dissesto finanziario lo avrebbe dovuto sapere per primo lui che è stato cinque anni consigliere comunale all’opposizione del sindaco Tricoli. Spieghi, ad esempio, perché – nonostante tutto – i responsabili dell’ufficio finanziario li tiene ancora al loro posto e con laute indennità di risultato. Ed ancora: che cosa ha fatto? Quale politica di risanamento, in questi tre anni, ha posto in essere? Gli e lo dico io: ha sprecato un mare di tempo, facendo perdere finanziamenti di importanti opere”.

Come mai questo grave stato di cose?
“Per l’incapacità assoluta del primo cittadino a guidare la bicicletta che così insistentemente lui stesso ha voluto e che i sommatinesi gli hanno affidato con i voti. Ed aggiungo anche una certa incapacità a far propri gli atti amministrativi. Non è proprio il suo campo. Dall’altro canto è anche consigliato male da ‘camerlenghi’ (per chi non lo sa, erano – in antichità – quei cardinali che accertavano la morte dei papi), che molleranno quando non gli servirà più. In ciò c’è una famiglia, a Sommatino, che si occupa di politica (sic!) e che è specializzata in questo. Lo fa ormai da anni, come una sorta di mestiere. E allora, la cosa più dignitosa e sensata che il primo cittadino dovrebbe fare è quella di dimettersi o, quantomeno, rinunziare agli oltre 150 mila euro di indennità che percepirà alla fine dei cinque anni di mandato. Purtroppo, io insisto molto su questi aspetti perché, come diceva qualcuno (e come io scrivo nel libro), i fatti sono argomenti testardi e tutto il resto è aria fritta”.

Ma non pensa che, nell’attuale situazione di Sommatino, vi siano anche altri livelli di responsabilità?
“Le rispondo che ci sono. E sono da attribuire a quelle mezze figure che hanno trasformato l’impegno politico per la collettività alle convenienze personali da ‘piatto di lenticchie’”.

A chi si riferisce?
“Mi riferisco, ad esempio, a quei consiglieri comunali che non hanno esitato un minuto a cambiare casacca per i loro tornaconti personali (avvicinamenti, trasferimenti, incarichi a parenti e cose di questo tipo). Mi chiedo e chiedo ai sommatinesi: può andare avanti in questo modo un paese? Comprendiamo che ci stiamo facendo rubare, da queste figure, quel po’ di futuro che ci rimane? Ci vuole un sussulto di dignità. Noi di Italia dei Valori di Sommatino, in questa direzione, faremo la nostra battaglia”.

Michele Bruccheri

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