TEATRO/2. Recita sovente con Tuccio Musumeci ed è un attore in forte crescita.

Rosario Petix
Una straordinaria somiglianza fisica al padre. Una luce intensa e sorniona nello sguardo. Un giovane di infinita simpatia. Un attore profondo, bravo, in crescita. Rosario Petix, tra poco 29 anni, da un decennio calca le scene teatrali con immenso successo. Gli insegnanti di notevole prestigio della scuola Spadaro del Teatro Stabile di Catania gli hanno fatto conoscere i “trucchi” del mestiere e in questi anni si è sempre esibito ottenendo apprezzamento ed ovazioni. Raccontare tutto sarebbe impresa ardua.
Tra le sue numerose esperienze teatrali: “Il berretto a sonagli” di Pirandello (regia di Bolognini) e “A notti non fa friddu” di Nino Martoglio con il grande Tuccio Musumeci di recente. Ed ancora: tre anni addietro, con il Teatro San Raffaele di Roma, “Francesco, un uomo di Assisi” (testo e regia di Cormani). Recita sovente con Musumeci e nella sua attività teatrale è stato sovente diretto, alla regia, da Antonello Capodici, con la Nuova compagnia del Teatro Stabile Nisseno. Da “Miseria e nobiltà” (regia di Nasca) a “Febbre”, da “L’eredità dello zio canonico” al “Piccolo principe”. Rappresentazioni di rilevante impatto, ancora, quelle legate a Moliere, Sheakesperare, Goldoni ed altri.
Delle sue esperienze cinematografiche segnaliamo “Dì Joe”, nel 2004, un dramma televisivo di Samuel Beckett (regia Maggio).
Michele Bruccheri







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