In primo piano. Intervista al dottor Michele Mancuso, presidente del Consiglio provinciale di Caltanissetta. Un fiume in piena. Tra analisi, critiche e progetti. E la voglia di riscatto.

Michele Mancuso
Tra un evento fieristico in Germania, per conto della Provincia regionale di Caltanissetta, di cui è il presidente del Consiglio dell’Ente, e un’assise istituzionale importante ad Agrigento, una conferenza stampa che sancisce ufficialmente la nascita del Pdl Sicilia nel Nisseno e una testimonianza di solidarietà in favore degli agricoltori che protestano, incontriamo il dottor Michele Mancuso. Un politico dinamico e volitivo, una persona affabile e disponibile. Risponde alle domande del nostro periodico d’informazione.
E’ nato il Pdl Sicilia di cui è indiscusso leader il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, con delega al Cipe, Gianfranco Miccichè. Anche nel Nisseno, ora, esiste dunque questa componente di cui lei è autorevole punto di riferimento. Possiamo tratteggiare quest’area politica?
“Non ci siamo inventati un nuovo partito. Il Pdl Sicilia è una corrente interna al Popolo della Libertà. Un’area che fa capo al sottosegretario Gianfranco Miccichè. E’ il nostro punto di riferimento. Ed io lo sono nell’ambito del Nisseno. Noi vogliamo dare voce alle esigenze della collettività: del Sud, della Sicilia, della nostra provincia nissena. Il Meridione ha bisogno di rialzarsi. Noi vorremmo far crescere questo lembo di territorio. Noto che sul Pdl Sicilia si registra un grande interesse. C’è un riscontro assai positivo. A tutti i livelli. Abbiamo molte adesioni e siamo contrari alle campagne acquisti. Chi si avvicina a noi lo fa perché crede in un nuovo modo di fare politica in favore del territorio. Aderiamo con orgoglio e rappresentiamo gli interessi del Sud. Su tutti, io e il capogruppo del Pdl Sicilia alla Provincia, Enzo Pepe, siamo la promanazione politica dell’onorevole Gianfranco Miccichè”.
So che di recente c’è stato un importante e significativo Consiglio interprovinciale che ha coinvolto gli Enti di Caltanissetta, Agrigento e Trapani a cui lei ha partecipato nella Città dei Templi. Di che si tratta, presidente Mancuso?
“Sì, è vero. C’è stato un Consiglio interprovinciale ad Agrigento. Non si poteva non prendere al balzo un’occasione così importante per migliorare le condizioni del territorio pericolosamente abbandonato. Dico pericolosamente perché penso a quello che gli operatori economici di tutti i settori stanno attraversando. Dal commercio all’artigianato, all’agricoltura. Per gli abitanti e per l’economia siciliana chiudere l’anello autostradale è un danno. Le infrastrutture interne sono importanti tanto quanto il ponte sullo Stretto. Sulla S.P. 115 ci sono ritardi antichi. E’ stato inaugurato il tratto Agrigento-Canicattì e ora bisogna pianificare il tratto Canicattì-Agrigento. Può sembrare un percorso non percorribile, ma per la prima volta le istituzioni locali hanno gridato a gran voce per dare risposte al territorio sul fronte socio-economico. Non c’è, infatti, sviluppo economico e del turismo se non c’è una viabilità decente e funzionale. Prossimamente faremo un altro Consiglio interprovinciale, a Caltanissetta, nella speranza di vincere questa scommessa ”.
I leghisti del Nord, presidente Mancuso, almeno un merito ce l’hanno: tutelare il proprio territorio. Perché il Meridione, invece, incontra sempre ostacoli per dare risposte concrete e convincenti sul versante delle infrastrutture e della viabilità, elementi strategici e centrali per lo sviluppo socio-economico?
“Bisogna iniziare ad avere invidia dei leghisti. Non dobbiamo odiare i leghisti perché siamo cristiani, ma dobbiamo invidiarli per ciò che fanno per il proprio territorio. Dobbiamo cominciare ad avere un analogo sentimento di appartenenza territoriale. In un territorio con assoluta assenza di infrastrutture è urgente iniziare ad investire. Come si può immaginare un serio sviluppo turistico senza strade? All’estero la viabilità è funzionale allo sviluppo socio-economico”.
Infatti, la nostra economia è alquanto zoppicante: dalle imprese all’agricoltura, dal commercio all’artigianato… Tutti accusano, inevitabilmente, un fiato corto e pieno di affanno. Cosa si può o si deve fare per questi settori?
“Il grido di aiuto più forte ci viene dagli imprenditori che non possono più aspettare una classe politica inefficace ed inefficiente. Bisogna assieme a chi ha a cuore il futuro dei nostri figli e delle future generazioni risollevare le sorti di questo territorio. Il problema è soprattutto culturale, di mentalità. C’è bisogno realmente di crescere”.
In questi giorni è scoppiata una grande protesta da parte degli imprenditori agricoli nisseni. Cosa deve fare la Politica con la P maiuscola per questo importante comparto economico colpito pesantemente?
“Bisogna riappropriarsi, intanto, dell’autorevolezza di chi ha l’onore di rappresentare la collettività. Bisogna ricominciare a credere nella classe politica dirigente. Lo sciopero degli agricoltori siciliani e nisseni, in particolare a Pian del Lago, è sacrosanto. Una protesta per far prendere misure urgenti contro la crisi che colpisce il settore. I manifestanti vogliono giustamente risposte immediate e concrete per risollevare le sorti del settore agricolo, oramai in agonia. C’è stato, nei giorni scorsi, un incontro con l’assessore regionale all’Agricoltura, Michele Cimino, presso la prefettura di Caltanissetta. Le istituzioni sono state vicine agli operatori del settore. L’onorevole Cimino ha dimostrato, come sempre, grande sensibilità. Il prefetto, salendo su un trattore, ha espresso palesemente solidarietà agli imprenditori agricoli. L’assessore Cimino ha deciso di aprire un tavolo tecnico. Ci vuole una forte azione di governo per iniziare a tamponare la crisi del settore agricolo che sta, davvero, sprofondando nel baratro. Bisogna stare vicini agli imprenditori agricoli e sostenere l’agricoltura. Ci sarà un incontro con il ministro Zaia. Tuttavia, bisogna affrontare i problemi strutturali oltre all’emergenza. Bisogna, finalmente, cambiare il modus operandi”.
Presidente Mancuso, una delle principali risorse della Sicilia e del Nisseno è, o potrebbe essere se adeguatamente sfruttate, il turismo e la gastronomia…
“C’è un tentativo importante. Cioè quello di puntare, ad esempio, al turismo congressuale. Infatti, disponiamo di numerosi beni monumentali che vanno certamente valorizzati. Ma tutto passa, come dicevamo, dalle infrastrutture. Anche il turismo rurale e congressuale ha bisogno di infrastrutture serie ed efficienti. Va dato il giusto merito, tuttavia, all’onorevole Miccichè che è stato capace di sbloccare oltre 4 miliardi di euro del FAS (Fondi Aree Sottosviluppate)”.
Confindustria da qualche anno è coraggiosamente in prima linea in favore della legalità. Una svolta storica, importante, epocale. Cosa ne pensa lei di questo nuovo corso?
“Indubbiamente è un riconoscimento alla Confindustria territoriale. I primi ad avere il coraggio in difesa della legalità. Ci sono fermenti positivi sul versante antimafia e antiracket. Siamo onorati e molto orgogliosi di questa battaglia di civiltà. Bisogna però lottare anche contro un’assurda burocrazia che spesso frena lo sviluppo. E di pari passo, combattere la delinquenza spicciola e quella organizzata. Confindustria ha dato una grande lezione alla politica. Un insegnamento importante. Bisogna avviare, a mio avviso, una maggiore collaborazione con il mondo imprenditoriale”.
Dottor Mancuso, qual è stato il giorno più bello per lei politicamente parlando?
“E’ difficile rispondere. Ho vissuto, comunque, diversi momenti belli. Dovendo scegliere, sicuramente quando ho toccato con mano lo spirito sicilianista che nasce nella nostra amata terra. Significa far sventolare la bandiera della speranza”.
E il momento più brutto?
“Toccare con mano lo stato di forte necessità della collettività che, spesso, purtroppo è frutto delle male amministrazioni”.
Qual è il politico italiano che più stima?
“Senza ombra di dubbio l’onorevole Gianfranco Miccichè”.
Con quale politico non prenderebbe mai un caffè?
“Un caffè lo prenderei con tutti…”.
Cosa le dà più fastidio al mondo?
“Indubbiamente i soprusi. E poi, la mafia”.
Un’ultima domanda, presidente Mancuso: c’è ancora un sogno nel suo cassetto politico?
“Politicamente ho un cassetto pieno (ride, ndr). La cosa più importante è, senza ombra di dubbio, non tradire mai i miei elettori”.
Michele Bruccheri







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