
Lorenzo Tricoli
La sentenza: l’ex sindaco di Sommatino deve risarcire il Comune.
Sentenza di condanna per l’ex sindaco Lorenzo Tricoli. Infatti, la Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Sicilia, composta dai magistrati Luciano Pagliaro (presidente), Vincenzo Lo Presti (consigliere) e Valter Del Rosario (consigliere-relatore), emettendo il verdetto chiede concretamente all’esponente politico – dapprima dell’Udeur e oggi del Pdl – il pagamento in favore del Comune di Sommatino di ben 150.880,12 euro. Una somma corrispondente – si legge nella lunga sentenza “al coacervo (sorte capitale) dei compensi erogati per gli illegittimi incarichi professionali da lui conferiti a soggetti esterni all’Amministrazione”.
Una pesante tegola giudiziaria, dunque. E la Corte dei Conti, “statuisce che, con riferimento a ciascuno degli esborsi sostenuti dal Comune di Sommatino per le causali sopra indicate, il Tricoli debba corrispondere la rivalutazione monetaria, da calcolarsi con decorrenza dall’emissione dei rispettivi mandati di pagamento e sino alla data di deposito della presente sentenza”.
Inoltre, l’organo della magistratura contabile “dispone che sull’onore risarcitorio posto a suo carico, così rivalutato, il Tricoli dovrà versare gli interessi legali, con decorrenza dalla data di deposito di questa sentenza e sino all’integrale soddisfo, da parte sua, del credito erariale”.
Infine, la Corte dei Conti condanna Lorenzo Tricoli “al pagamento, in favore dello Stato, delle spese del presente giudizio”.
La storica sentenza è la numero 3338/2008 “nel giudizio per responsabilità amministrativa iscritto al n. 47714 del registro di segreteria” promosso dal Procuratore Regionale della Corte dei Conti per la Sicilia nei confronti dell’ex sindaco di Sommatino, Lorenzo Tricoli.
L’udienza dibattimentale risale all’anno scorso (esattamente 11 luglio 2008). In quella circostanza, parlano il relatore del procedimento Valter Del Rosario e il pubblico ministero Tommaso Brancato. L’indagato non “apre bocca” perché non si è costituito in giudizio. La sentenza, poi, è stata pubblicata il 19 dicembre scorso e verrà firmata dal funzionario di cancelleria, nella fattispecie la dottoressa Rita Casamichele.
Ripercorriamo allora i passaggi peculiari e salienti dell’importante provvedimento giudiziario: “Con atto di citazione regolarmente notificato alla controparte, preceduto da rituale invito a dedurre, la Procura Regionale della Corte dei Conti per la Sicilia ha convenuto in giudizio di responsabilità amministrativa Tricoli Lorenzo Gaetano, nella qualità di sindaco di Sommatino, al fine di ottenerne la condanna al risarcimento del danno, quantificato in complessivi euro 150.880,12 (da maggiorarsi di rivalutazione monetaria, interessi legali e spese processuali), da lui ingiustamente cagionato al suddetto Comune per effetto del conferimento, nell’arco temporale 2003/2006, di una serie di illegittimi e sostanzialmente inutili incarichi professionali (di varia tipologia) a soggetti esterni all’Amministrazione comunale”.
Dopo un’accurata disamina in merito alla normativa vigente, la Procura Regionale “ha evidenziato che il Tricoli ha conferito numerosi incarichi a ‘consulenti’ ed ‘esperti’ estranei all’Amminsitrazione comunale, in palese carenza dei presupposti di legge o, comunque, violando la ‘ratio’ delle disposizioni in materia, determinando in tal modo notevoli esborsi finanziari, privi di qualsiasi concreta utilità giuridicamente apprezzabile, per il Comune di Sommatino”.
Il pubblico ministero Brancato nel ravvisare inoltre la sussistenza di un grave danno finanziario per il Comune di Sommatino, amministrato da Tricoli sino alla sconfitta elettorale di due anni addietro nelle consultazioni comunali, ritiene altresì che “il comportamento tenuto in tali contesti dal sindaco Tricoli appare connotato da inescusabile negligenza e superficialità, da macroscopiche e reiterate violazioni delle normative vigenti in materia di conferimento di incarichi a soggetti esterni all’Amministrazione e da notevole disinteresse per le conseguenze deleterie derivanti da tali ingenti spese per i precari equilibri finanziari di un piccolo Comune, come quello di Sommatino (che, come risulta dai dati ufficiali trasmessi dal segretario comunale e dal Collegio dei Revisori dei Conti, negli esercizi finanziari 2004 e 2005 non riuscì neppure a rispettare i vincoli imposti dal ‘patto di stabilità interno’)”. Accuse pesanti come un macigno. Dimostrate con carte alla mano, inoppugnabili.
Come si ricorderà, ancora, “nell’ambito dello stesso Consiglio comunale furono più volte sollevate accese contestazioni sulla ‘gestione’ degli incarichi professionali da parte del sindaco Tricoli – si legge nella lunga sentenza di condanna -, tanto da indurre l’Assessorato Regionale agli Enti Locali a disporre un’ispezione nel Comune di Sommatino e a trasmettere la relazione conclusiva alla Procura Regionale della Corte dei Conti (la quale, a sua volta, ha eseguito ulteriori indagini ed ha acquisito ponderosa documentazione, allegata al fascicolo processuale)”.
L’ex sindaco Lorenzo Tricoli ha ricevuto, per completezza d’informazione, nell’agosto del 2007 e a metà gennaio dell’anno scorso, le notifiche dell’atto di citazione e “l’avviso di differimento della trattazione della causa dell’odierna udienza, ma non s’è costituito in giudizio”. Esaminata in maniera accurata e dettagliata la doviziosa documentazione, quindi, il “Collegio Giudicante reputa che l’azione risarcitoria promossa dalla Procura Regionale di questa Corte nei confronti del sindaco Tricoli Lorenzo Gaetano sia giuridicamente fondata”.
Sorvoliamo, ai fini dell’economia dell’articolo, sugli abbondanti e minuziosi riferimenti agli incarichi professionali “incriminati” dalla Corte dei Conti. Per concludere invece con i passaggi finali della dura sentenza che, in sostanza, ravvisa “palesemente un quadro di spreco di denaro pubblico, di notevoli dimensioni”, violando di fatto i fondamentali canoni di ragionevolezza, economicità, efficienza ed efficacia. Ecco comunque l’ennesimo fendente riportato, nero su bianco, nella sentenza di condanna: “Tale ingente danno risulta cagionato – scrivono i giudici della Corte dei Conti – dagli illeciti comportamenti tenuti, di volta in volta, dal sindaco Tricoli, nei quali appaiono indiscutibilmente ravvisabili profili di notevole superficialità e d’inescusabile negligenza (ed addirittura di dolo, almeno in alcuni casi emblematici)”.
Un ulteriore passaggio alla nitroglicerina della sentenza è il seguente: “D’altronde, il Tricoli non tenne conto neppure le contestazioni e i rilievi che, in ordine alla legittimità e all’utilità degli incarichi in questione, venivano sovente sollevati in Consiglio Comunale (il riferimento è ai vari esposti presentati da diversi consiglieri comunali, ndr), segno evidente di un ‘modus administrandi’ piuttosto discutibile e poco incline alla tutela degli interessi generali della collettività. V’è, infine, da rimarcare - scrivono i tre magistrati nella sentenza di condanna – che il convenuto, non costituendosi in giudizio, non ha addotto alcuna argomentazione a confutazione di quanto gli è stato analiticamente contestato dalla Procura Generale nell’atto di citazione (nel quale il pubblico ministero ha replicato dettagliatamente alle deduzioni rese oralmente dal Tricoli in sede d’audizione personale nella fase pre-processuale)”.
Dunque, “ne consegue che il sindaco Tricoli dev’essere condannato a risarcire il danno, da lui ingiustamente cagionato al Comune di Sommatino, nella misura di ben 150.880,12 euro”.
Abbiamo contattato al telefono, insistentemente ma vanamente l’ex sindaco di Sommatino, Lorenzo Tricoli, per un commento alla pesante sentenza di condanna da parte della Corte dei Conti. Però risulta sempre irraggiungibile.
Infine, Lorenzo Tricoli è stato recentemente candidato in occasione delle amministrative del capoluogo nisseno. Con circa 250 voti è risultato il primo dei non eletti nella lista del Pdl. Per lui c’è, comunque, un posto in seno al massimo consesso civico, subentrando ad un collega nominato frattanto assessore.
Michele Bruccheri







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